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Malagò: “Non mi sono candidato alla FIGC, mi hanno proposto. Sfida che mi affascina”

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Il candidato della Lega Serie A alla presidenza FIGC: "Vedere 19 società convergere su un soggetto terzo è un fatto che merita attenzione, altrimenti avrei declinato"
Redazione

Giovanni Malagò, il candidato della Lega Serie A per le elezioni alla presidenza della FIGC, ha rilasciato alcune dichiarazioni in un’intervista esclusiva al podcast ‘Sette Vite’ di Hoara Borselli. Queste le sue parole: "Innanzitutto tengo a chiarire che io non mi sono candidato. Non ho fatto alcun passo formale in questo senso. Alcuni rappresentanti della Lega di Serie A mi hanno chiesto un'eventuale disponibilità. E' una sfida che mi affascina". Poi sulla convergenza della quasi totalità dei club di Serie A attorno alla sua figura: "È oggettivamente impressionante. Parliamo di un mondo storicamente complesso, litigioso, dove per anni è stato difficile trovare anche solo una maggioranza semplice. Vedere 19 società convergere su un soggetto terzo, peraltro esterno alla dinamica federale diretta, è un fatto che merita attenzione. Se non ci fosse stato questo livello di compattezza, probabilmente avrei già declinato. Li ho ringraziati per la fiducia, ma ho detto che senza un passaggio formale non sarebbe corretto dare alcuna risposta. Nel momento in cui ci sarà un’indicazione ufficiale da parte di una componente, allora farò le mie valutazioni. Prima di quel prerequisito non si entra neanche in corsa". Malagò ha poi proseguito, come riporta Sky: "Una candidatura, se ci sarà, va accompagnata da un programma condiviso. Qualsiasi cosa dicessi ora rischierebbe di sembrare una dichiarazione programmatica fatta prima dei confronti formali con le componenti. È un mondo che conosco bene e in cui bisogna muoversi rispettando tempi e passaggi". E poi ha aggiunto: "Credo che mi venga riconosciuta credibilità e affidabilità. Nei momenti complicati serve qualcuno che sia considerato efficace e capace di tenere la barra dritta. L’affidabilità dovrebbe essere una qualità normale per chi ha ruoli di responsabilità, ma evidentemente non sempre è così scontata".