L'allenatore dell'Inter, come Gian Piero Gasperini, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Roma, in programma domenica sera a San Siro con fischio d'inizio alle 20:45. Di seguito le parole di Cristian Chivu, riportate da Sky Sport:

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Inter, Chivu: “Con la Roma servono personalità e ambizione, è una gara complicata”
Quale messaggio ha trasmesso al gruppo? "La partita arriva dopo la sosta, chi è rimasto si è allenato bene. E chi è andato in Nazionale ha staccato un po': purtroppo qualcuno di loro non è riuscito a raggiungere l'obiettivo. Ma tornati sono consapevoli che ci aspetta un finale competitivo".
È preoccupato dalla delusione mondiale degli italiani dell'Inter? "Ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista umano. Me l'hanno mostrato quest'anno ma anche negli scorsi. Dopo aver assaggiato l'amarezza hanno reagito: sanno che far parte di un gruppo è possibile cascare e non raggiungere l'obiettivo. Ma ciò che conta è la reazione e quello che riescono a mettere in mostra per i compagni e i tifosi. Lo sanno che le delusioni fanno parte del gioco. Non sono preoccupato: me l'hanno fatto vedere in questi mesi insieme, hanno valori e qualità oltre alle certezze del gruppo".
Cosa cambia col rientro di Lautaro? Quale carica porta? "Per me i risultati fanno parte di questa maratona che è il campionato. Io parlo di 18 gare vinte, credo sia un ritmo buono. Certi drammi per un pareggio si fanno solo con l'Inter e non con altre... Ovvio che volevamo di più, ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato. Siamo primi in classifica, ovvio che a livello individuale ognuno è indispensabile. È importante avere tutti a disposizione e pronti non solo fisicamente".
Cosa è cambiato rispetto alla partita d'andata? E che Roma si aspetta? "Conosciamo la loro forza e quella dell'allenatore. Sappiamo che è una partita importante, dobbiamo essere pronti a ritrovare un po' di condizione e accettare ciò che la Roma propone in campo. Servono personalità e ambizione in una gara complicata".
Cosa ti senti di dire in questo momento alla squadra? "Ho parlato di valori e qualità umane. Il gruppo ha imparato dagli errori del passato: ciò che conta è quello che siamo oggi. Nonostante le difficoltà abbiamo rialzato la testa mettendoci sempre la faccia. Accettiamo le critiche, penso in questo momento a Bastoni. Di riconoscenza ce n'è poca nel mondo del calcio. I ragazzi hanno imparato dagli errori del passato e saranno pronti per il finale di stagione".
Come sta Bastoni? "Quello che conta nel mondo del calcio è il rispetto dei compagni. Sono convinto che sia dispiaciuto per quanto accaduto, ma contento che ha ricevuto il sostegno dei compagni. La faccia l'ha messa, si è presentato con quello che aveva per rappresentare un Paese e il sogno degli italiani. E nonostante le sue condizioni fisiche ha dato la sua disponibilità. Questo per me vale tanto. E poi conta quello che ricevi dai compagni: loro sanno che la faccia l'hai messa e hai dato la disponibilità".
Qualcuno pensa che la colpa del fallimento mondiale sia dell'Inter... "Questo me lo dovete spiegare voi. Io vedo e sento cose che non sono i valori dello sport che io ho. Penso all'episodio post Juve e alla gogna mediatica che non ho più visto: finché si tratta dell'Inter allora è gogna mediatica, ma quando si tratta di episodi a sfavore nessuno dice più nulla. Siete voi che mi dovete rispondere. Noi accettiamo tutti i pensieri esterni, consapevoli del fatto che chi è prima in classifica in Italia è la squadra più odiata. Noi cerchiamo di mantenere un livello alto anche per chi va in Nazionale. La colpa non è sicuramente dei giocatori dell'Inter, abbiamo 5 o 6 convocati con l'Italia. Anzi, per noi è un orgoglio averne così tanti perché cercano di regalare qualcosa di importante. Si cerca di dare sempre il meglio".
Pio Esposito si è preso la responsabilità di calciare quel rigore... "Quello che mi interessava e gli ho domandato se aveva chiesto lui di calciarlo: mi ha risposto di sì. E a me basta questo: chi si prende quella responsabilità a quell'età, è sufficiente".
Le sembra normale che gli arbitri chiamati fuori da partite del Napoli come Maresca e Guida possano far parte della terna di gare dell'Inter? "Tengo le mie energie per mettere in campo la migliore formazione possibile. Il resto non mi compete e non mi interessa. Voglio una squadra che sia dominante e che dia il massimo. Poi, se analizziamo altro significa che vediamo i fantasmi. Io mi affido al buon senso: la mia unica preoccupazione è portare questa squadra ad esprimersi al massimo".
Come ha trovato Thuram? "Si parla di lui nelle ultime conferenze... Sono contento abbia segnato in Nazionale, perché è un momento importante per la Francia e c'è bagarre in attacco in quella Nazionale. Marcus è una costante importante per loro e l'ha dimostrato anche contro la Colombia. Deve farsi trovare pronto per quando la squadra avrà bisogno di lui".
Che consigli ti senti di dare a Bastoni? "Devo dargli serenità e fiducia come a tutti gli altri. Poi non posso controllare il suo futuro: io so che è contentissimo di stare all'Inter e dare sempre il 100%. Starà a lui decidere quello che è il suo futuro. Ognuno è responsabile delle proprie decisioni, ma finché è qua darà sempre il massimo. Sarei felice rimanesse. È vaccinato, saprà prendersi le decisioni giuste e il calcio mondiale continuerà a goderselo".
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