Il secondo anno potrebbe essere quello perfetto per la consacrazione nel club. Perché in Nazionale è già avvenuta. E il mondo se ne è accorto
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El Aynaoui sta incarnando la romanità di questi Mondiali. In un mondo di Malen e Manu Koné, si è preso lui le luci della ribalta. La selezione dei giallorossi partiti per la competizione era incentrata soprattutto sull’olandese e sul francese. Il primo ha deluso, soprattutto per colpa di Koeman, ed è già fuori. Il secondo, invece, sta trovando poco spazio. Chi invece ha stupito fin dal primo match è proprio il marocchino. In appena quattro partite si è preso il Marocco sulle spalle. È diventato il faro della squadra. Una crescita netta. Strabiliante. Sotto gli occhi di tutti. Prestazioni così hanno acceso i riflettori delle big europee. Barcellona e Liverpool, tra le tante, hanno già mostrato interesse. In questo contesto la Roma non si spaventa. Anzi. Si rafforza nell’idea di avere tra le mani un talento su cui costruire il futuro. Gasperini se lo coccola. E lo vede già come il faro del centrocampo giallorosso.
Liverpool e Barcellona non spaventano
Prima del Mondiale, attorno a El Aynaoui c’era scetticismo. Aveva parzialmente deluso le attese dei tifosi giallorossi. Poche luci. Tanti momenti difficili. Una stagione vissuta spesso partendo dalla panchina. Eppure qualcosa si era già visto. Sprazzi di talento (al Dall'Ara contro il Bologna). Lampi isolati. Mai continuità. Poi è arrivata la rassegna internazionale. E tutto è cambiato. El Aynaoui ha alzato il livello. Ha trovato ritmo. Ha trovato fiducia. E si è preso il Marocco sulle spalle. La Roma osserva. E prende appunti. Perché quelle qualità, ora, non sono più una promessa ma una base concreta su cui costruire. L’interesse di top club come Liverpool e Barcellona non spaventa Trigoria. Anzi. Rafforza la convinzione di avere tra le mani un profilo importante. Anche il giocatore ha già fatto sapere di voler continuare la sua esperienza nella Capitale. Un anno non basta per giudicare. Il secondo può essere quello della consacrazione in giallorosso. In Nazionale è già successo. E ora il mondo se n’è accortoIl piano di Gasperini per El Aynaoui
L’anno scorso partiva dietro. Molto dietro. Nelle gerarchie era finito anche alle spalle di Pisilli. Non una bocciatura da parte di Gasperini. Piuttosto una consapevolezza. Quella di avere in mano un talento, ma non ancora pronto per incidere da subito. Nel momento più delicato della stagione servivano concretezza e lucidità. E Neil non aveva ancora la continuità necessaria per garantirle. I motivi sono chiari. Il passaggio dalla Ligue 1 alla Serie A. E il tempo necessario per ambientarsi in un campionato completamente diverso. Ora quel tempo c’è stato. E si vede. Gasperini, consapevole dei suoi progressi, ha già in mente il nuovo ruolo per lui. Un ruolo importante. Centrale nel progetto. Non sarà titolare fisso, soprattutto se dovesse restare Koné. Ma lo spazio sarà maggiore. E più pesante. La sua qualità servirà in una stagione lunga. E soprattutto da Champions. Ora Neil è concentrato sul suo Marocco. Poi si tornerà a Trigoria. Dove Gasperini è pronto ad accoglierlo con nuove responsabilità.
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