I totem cadono, le bandiere non esistono più. E anche le certezze di una tifoseria ora vengono meno intorno alla figura di Claudio Ranieri, fin qui sempre idolatrato e di sicuro da ringraziare per ciò che ha fatto alla Roma da allenatore. "Ma nemmeno di Sir Claudio ci possiamo fidare?", è uno dei tanti messaggi che si leggono sui social in questi giorni di guerra fredda, anzi nemmeno troppo fredda. E vagliando le possibilità di affetto come si fa quando si viene traditi da un amore, tra i vari nomi emerge solo quello di Francesco Totti. Ovviamente escludendo i compianti Viola, Sensi, Di Bartolomei o Losi. L'ex capitano sia da calciatore che da dirigente si è schierato contro la società quando c'era la necessità di rinforzare la squadra e fare grande la Roma. E' andato allo scontro con le varie dirigenze, ha sempre messo la Roma al primo posto anche nelle dichiarazioni pubbliche. Ha pagato sì, perché a dire la verità si paga sempre dazio. E infatti è lontano da Trigoria ormai da quasi 10 anni. "Lascio, ma era meglio morire", disse nella famosa conferenza stampa del 2019. Perché lui di fare l'aziendalista e di essere escluso dalle decisioni importanti non lo sopportava. Non era così da calciatore (il più forte della storia italiana) non poteva esserlo nemmeno da dirigente.

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Totti mai aziendalista: in carriera è stato l’unico a schierarsi contro i suoi interessi
Troppo limpida la sua immagine agli occhi dei tifosi. Quando era dirigente sotto la presidenza Pallotta non si prestava al gioco della perfezione a tutti i costi ammettendo candidamente che la Roma non poteva competere per lo scudetto. Da calciatore chiese a gran voce i campioni a Franco Sensi, anche quando poteva fregarsene. E dopo il furto di Torino con la Juve nel 5 ottobre del 2012 si beccò pure il rimprovero di Pallotta per aver detto quello che tutti i tifosi sentivano nel cuore. "Sono dispiaciuto, quello che è successo ha condizionato la partita, da anni si verificano certi episodi che condizionano le annate. Non so se stiamo stati battuti dall'arbitro, sicuramente non dalla Juve. Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi". Profezia avverata. Nessuno ha più difeso la Roma in quel modo tranne Mourinho, l'ex nemico. Che di certo non è nato a Trastevere. E anche in questi giorni in cui è stato tirato di nuovo in ballo Francesco si è trincerato dietro un doloroso silenzio. Perché ci aveva creduto di poter tornare nella sua Trigoria, ma di fatto in due mesi nessuno si è fatto più sentire. Ma ci crede ancora e le porte potrebbero aprirsi di fronte a nuovi scenari. Poteva cenare con Gasperini e non farlo sapere a nessuno, figuriamoci. Invece proprio per quella sua estrema sincerità non si è nascosto. E questo a qualcuno non è piaciuto.
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