La squadra lo ha sollevato in aria, come lui ha fatto con questa Roma
Verona-Roma, che accoglienza per Gasperini: i bambini si inchinano e lui se la ride
Tensione, lacrime, paura. Poi la gioia. Guai a chi non pensava che Montipò, sul rigore di Malen, non potesse trasformarsi in Spiderman. Ma poi è arrivato Dybala, con il suo - stranamente - magico destro. E lo stesso olandese, che può sbagliare una volta, ma non due. Da lì in poi la paura ha fatto da padrona. La tensione pure. Ma a chiuderla ci ha pensato l’uomo del destino: El Shaarawy. L’ultimo a giocare la Champions con la Roma e quello che, prima di andare via, ce l’ha riportata. Al triplice fischio è esplosa la festa giallorossa. Soprattutto per Gasperini, il vero artefice di questo traguardo. Al fischio finale ha subito abbracciato il vice Gritti. Poi la squadra lo ha preso e portato in trionfo. Sollevato in aria, come lui ha fatto con questa Roma. La festa si è spostata subito sotto il settore ospiti. Cori, bandiere, lacrime e abbracci. Ma questo è solo l’inizio. La Roma ce l’ha fatta. Ora è il momento di festeggiare.
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