Secondo l’ex bomber dell'Udinese, entrambi hanno una qualità ben precisa che li accomuna

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Gasp e lo sketch da ridere sulla cena con Totti: "Chi ha pagato? Nessuno dei due"

Zeman e Gasperini, due tecnici con una visione di calcio diversa da quella più comune. Il primo ha costruito la sua carriera sul 4-3-3 e su un gioco prettamente offensivo, riassunto nella celebre filosofia: "Basta fare un gol in più dell’avversario". Il secondo, dopo oltre vent’anni di carriera, continua a mantenersi ad alti livelli e l’esperienza sulla panchina della Roma ne è un esempio. I due non hanno uno stile di gioco propriamente simile, ma secondo Antonio Di Natale, in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, c’è un aspetto che li accomuna: la capacità di esaltare gli attaccanti. "Gasp è un po’ come Zeman: esalta gli attaccanti. L’impatto di Malen sulla Roma è soltanto l’ultimo di molti esempi: pensate a Marco Borriello al Genoa o a Mateo Retegui l’anno scorso a Bergamo".

Zeman Gasperini

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