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ST ANDREWS, SCOTLAND - OCTOBER 04: CEO of The Friedkin Group, Dan Freidkin, tees off on the second hole during day two of the Alfred Dunhill Links Championship 2024 at Carnoustie Golf Links on October 04, 2024 in Carnoustie, Scotland. (Photo by Richard Heathcote/Getty Images)
Roma, ci risiamo. Lo scontro e la frattura divenuta ormai insanabile è l'ennesimo caso di un meccanismo che a Trigoria si inceppa. Cambiano gli uomini, ma non gli eventi. Sono passati allenatori e direttori sportivi, ma spesso e volentieri per non dire quasi sempre durante la stagione i rapporti si sono logorati. Dan Friedkin in tutto questo è rimasto quasi sempre in disparte, soprattutto fisicamente, sbarcando nella capitale davvero raramente. Soprattutto quando c'è stato da esonerare. Nel frattempo si è affidato alle relazioni di uomini di fiducia, in particolare Ed Shipley che da ormai due anni è un po' il suo prolungamento per gli affari giallorossi. Pilota come lui, amico di vecchia data, è il braccio destro dei Friedkin e spesso è stato lui in questi ultimi anni a venire a Roma per risolvere o capire da vicino diverse questioni. Anche e soprattutto relativamente allo stadio o altri aspetti istituzionali, ma non solo. Perché da gestire - o almeno riferire - ci sono e ci sono state pure le questioni di spogliatoio e rapporti vari in momenti chiave. Come, magari, può essere questo clima che non lascia tranquilla neanche la squadra (e Gasp glielo ha sottolineato). Ed è stato ed è un po' gli occhi di Dan, con Ryan che pure ha intensificato i suoi soggiorni romani. Con il presidente condivide la grande passione per l'aviazione e per i voli acrobatici. Tnato che insieme hanno fondato l'Horsemen Flight Team, l'unica squadra acrobatica di formazione P-51 Mustang al mondo. Insieme, ad esempio, si sono esibiti al centenario dell'Areonautica italiana.
Ed Shipley è stata una figura sempre presente - all'inizio in maniera più marginale - fin dal primissimo arrivo dei Friedkin a Trigoria, era a bordo dell'aereo pilotato da Dan che ha fatto rotta su Berna per la prima trasferta giallorossa in Europa della sua gestione. Ma da un paio d'anni almeno è diventato l'uomo ombra, quando necessario, della proprietà americana nella capitale. Una sorta di Mr. Wolf. E riferisce direttamente all'amico Dan, comprese sensazioni e annotazioni - ad esempio - su Gian Piero Gasperini (che non ha gradito). Ombre, appunto. Non sono le uniche che in questi anni hanno aleggiato su Trigoria e hanno ovviamente influito sulla gestione magari del mercato e su determinate dinamiche interne e rapporti. A partire da Franco Baldini, mai ufficialmente rispuntato ma in realtà sempre molto presente.
Fino a tutta una serie di figure che si sono susseguite in pochi mesi in ruoli discutibili o comunque con poteri e contorni molto poco chiari. Da Anna Dunkel - Chief Financial Officer del Friedkin Group - a Eric Williamson, vicepresidente del Business Development. Tutti personaggi di passaggio, che poco hanno a che fare con la Roma e con il calcio. E poi i vari CFO, direttori commerciali, Ceo (magari in pectore) che hanno avuto vita breve. E qui non può non venire in mente Lina Souloukou, che non ha vissuto nell'ombra ma era diventata figura enormemente influente - dai contorni e limiti poco chiari - con i risultati che ricordiamo tutti. "Restano delle zone grigie su ruoli e poteri decisionali all’interno della società che causano da anni problemi su problemi", ha detto bene Stramaccioni a 'La Gazzetta dello Sport'. Claudio Ranieri è l'ultima figura in ordine di tempo in questo senso, sicuramente del tutto diversa rispetto a quelle citate, ma anche lui non direttamente un dirigente della Roma con una carica ben precisa all'interno dell'organigramma. E ora la situazione è nota. Il club ha bisogno di stabilità, di certezze, di ruoli chiari e della figura di Dan Friedkin. Quella reale, non la sua ombra.
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