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Ci ha provato fino alla fine, cercando di trattenere le lacrime per poi andare avanti. Mascella serrata, sguardo fisso e occhi spalancati, proprio come quando cerchi di resistere e a quegli occhi lì chiedi di non cedere alle lacrime che li stanno per riempire, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. Ma Gasp non ce l'ha fatta, troppo forte l'emozione ricordando il suo rapporto personale con Antonio Percassi, "l'uomo a cui ero più legato all'interno dell'Atalanta". E con le lacrime c'è stata poi la fuga, il pugno sul tavolo e il successivo calcio alla porta che collega la sala conferenze di Trigoria con il corridoio dei media giallorossi. Gasp si è lasciato andare. Che Gasp fosse ancora scosso lo si è capito subito, appena si è seduto sulla sedia delle conferenze. "C'è stata questa intervista di Ranieri che ha creato tutta questa situazione. Per me è stata un'autentica sorpresa, una cosa inaspettata, perché tra me e lui non c'era mai stato un tono diverso, uno screzio. Da quel momento, però, mi sono preoccupato prima di tutto di non rispondere, poi di non recare alcun danno alla squadra". Poi, ovviamente, il discorso si è spostato anche sul futuro. Gasp ha risposto anche stizzito: "Parlo solo della partita, queste sono domande che non fanno bene alla Roma".
Ma le parole che dice prima sono fondamentali. Perché Gasp rimarca indirettamente quello che gli sta mancando a Roma, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Anche a Bergamo aveva avuto problemi con lo staff medico, con il ds di turno e con alcuni calciatori (Papu Gomez ne è l'emblema) ma poi bastava l'intervento di Percassi senior e tutto tornava a suo posto. Cosa che a Trigoria non accade perché a mancare è soprattutto la presenza della proprietà in loco. I Friedkin, con un modus operandi tipicamente statunitense cheli ha portati ad incredibili successi imprenditoriali e a diventare tra gli uomini più ricchi del pianeta, hanno sempre deciso di delegare a persone di loro fiducia le attività della famiglia. Il dissidio Ranieri-Gasp diventa cosi la fotocopia di quanto accaduto tra Pinto e Mourinho o tra la Souloukou e De Rossi. Claudio, tra l'altro, nel pre-gara con il Pisa ha probabilmente esagerato nei toni, ma immaginare che una persona così scaltra, non abbia espresso a grandi linee il pensiero della proprietà, è fare un torto alla sua intelligenza o quantomeno non conoscerlo.
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