‘RADIO PENSIERI’, MAIDA: “Se Spalletti fosse arrivato prima la Roma non avrebbe preso Gerson”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

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ANDREA DI CARLO: “Al momento Bruno Peres è un flop. Visto il calendario della Roma non so come potranno essere reinseriti Mario Rui e Vermaelen. Gerson non ha ruolo, immagino Spalletti che in allenamento non sa mai dove schierarlo”.

ROBERTO MAIDA: “La Roma deve essere lucida nei momenti chiave delle partite per evitare errori come quello di Paredes. Se Spalletti fosse arrivato prima sono sicuro che la Roma non avrebbe comprato Gerson, soprattutto per il prezzo che è costato. Da quello che ho capito lui lo vede regista, farlo diventare il nuovo Pjanic. Non è semplice però passare dalla trequarti a giocare 30 metri indietro”. 

IACOPO SAVELLI: “La cattiveria e la personalità sono le caratteristiche che differenziano davvero la Roma dalla Juve. A livello di qualità non ci vedo grande differenza, mi auguro che la Roma riesca finalmente a fare risultato a Torino. Sarebbe ora. La Roma la partita che la Juve ha vinto con il Chievo, non l’avrebbe vinta mai”.

MASSIMO CECCHINI: “Spalletti vede meglio Nainggolan da trequartista perché essendo tatticamente disordinato, se schierato in mediana nel 4-2-3-1 tende a lasciare il campo sguarnito. Invece in un centrocampo a 3 e quindi più folto può giocarci”.

UGO TRANI: “Dzeko è cresciuto con il mito di Van Basten. A me piaceva già prima che lo comprasse la Roma, poi l’anno scorso ha sbagliato stagione e l’ha ammesso anche lui, bisogna giudicarlo come un giocatore di grande classe e lo sta dimostrando grazie a gol ed assist. Rispetto all’anno scorso ci sono mancati i gol di El Shaarawy e le punizioni di Pjanic. La Roma deve migliorare su palla inattiva perché mancano i gol dei difensori e dei centrocampi come Nainggolan e De Rossi. Bruno Peres mi piace ma è un ibrido perché non è ne difensore ne esterno offensivo. Ai giallorossi servirebbe un centrocampo più folto. Secondo me la squadra deve aumentare il pressing ed essere più unita nel farlo”.

ALESSANDRO ANGELONI: “Sono d’accordo con le dichiarazioni di Dzeko, a 30 anni non si può diventare “cattivi”. A lui non piace solo segnare, ma anche fare assist ed aiutare la difesa. Salah, al di là delle ultime partite, è un giocatore sempre decisivo, evidenziando i propri difetti, ma è sempre stato continuo. La Roma ha degli attaccanti che sanno fare il proprio mestiere, poi certo, può capitare che in una giornata non segnino o che sbaglino un gol. La partita di domani va vinta assolutamente. In difesa proverei Vermaelen ma in attacco non farei turnover”.

LUCA VALDISERRI:Dzeko mi ha tenuto per 5 minuti sulla possibile rimonta della Roma facendomi tutti gli esempi che mi ha fatto partendo dal Liverpool, ci crede davvero. Lui dice che in Italia c’è ben poco equilibrio quando si vince o si perde una partita, più di quanto succede sia in Inghilterra che in Germania. Totti ha detto che manca la cattiveria, mentre Dzeko dice che cattivo mai. Io penso che quello della cattiveria sia un concetto troppo astratto. Ci sono 4-5 squadroni che concentrano una dose di talento e campioni impensabile, una i giocatori erano più distribuiti. Ora giocano tutti nella stessa squadra, e queste compagini sono imbattibili. Devi costruire una macchina perfetta sotto l’aspetto tattico e fisico. Per Spalletti c’è un problema di intensità. Non si riesce a fare quel salto di qualità, la squadra forte c’è, i muscoli ci sono, ma è a metà strada.”.

PAOLA DI CARO:Dzeko ha la saggezza e la maturità di capire che c’è sempre un giorno dopo. L’interpretazione che dà sulla cattiveria è davvero interessante. Non avere quel concetto di inattaccabilità della Juve può essere un’arma, è molto positivo questo atteggiamento del bosniaco”.

ROBERTO INFASCELLI:Perotti è un giocatore fondamentale per questa Roma, voglio sottolineare la sua importanza tattica. Roma-Pescara? Mi aspetto la solita partita in casa da parte della squadra giallorossa, anche se la squadra abruzzese proverà a portare qualche insidia. Qualche sorpresa me l’aspetto da questa giornata di campionato, ma le possibilità che sia Roma-Pescara sono quasi nulle

ALESSANDRO CRISTOFORI:Con quest’intervista Dzeko ha dimostrato di essere un calciatore molto maturo. ‘Vivo nel presente e non nel passato’: questo è un manifesto che dovrebbero leggere tutti quei calciatori che si lamentano delle critiche ricevute in un determinato posto. Questo deve essere l’atteggiamento mentale giusto, perché se fai il tuo poi te lo riconoscono”.

PAOLO CENTO:Bisogna stare attaccati alla Juve, Dzeko ha ragione. Le sue parole mi sembrano importanti, danno serenità e sicurezza a un ambiente intero. Ma questa rosa non è sufficiente per competere fino infondo per lo scudetto, a gennaio servono almeno un paio di rinforzi. Ieri per lo stadio mi è sembrato più un passo indietro che un passo avanti, l’incontro non è stato così positivo come è stato descritto”.

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