‘RADIO PENSIERI’, JACOBELLI: “Questi rinvii dello stadio danneggiano la programmazione della Roma”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

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FRANCESCO BALZANI:Chi parla di passi avanti per lo stadio ci racconta fantasie. Il pensiero dei 5 stelle sull’argomento dovrebbe essere più chiaro ma come per le olimpiadi è facilmente intuibile. L’unico chiaro è stato Berdini. La responsabilità però è anche di chi porta il progetto visto che mancano documenti come traspare dal documento del Campidoglio. Sono 28 giorni decisivi per lo stadio e per la Roma, il 4 marzo sapremo tutto del futuro di questa società”.

ALESSANDRO VOCALELLI: Per me sullo stadio si può essere favorevoli o contrari ma il M5S rendesse chiaro il suo pensiero, perché noto che ci sono all’interno stesso di chi deve decidere varie correnti che vanno da chi dice che il progetto è un obbrobrio, chi dice che va bene se modificato, chi dice che non si può fare. E questo non va bene. Ci vuole più chiarezza nei confronti dei proponenti. La mia impressione è che l’atteggiamento sia quello di non voler dire no ma di mettere in condizione chi lo propone a dire “Basta non lo faccio più”. Chi comanda ha il diritto di decidere ma anche il dovere di assumersi tutte responsabilità”.

CLAUDIO MORONI: “Il Comune ha messo con le spalle al muro Pallotta e Parnasi. La Giunta sta prendendo la via di mezzo tra le decisioni possibili. Insistono per ridurre le cubature e se la Roma accetta lo stadio si farà. Dall’estero si staranno domandando: è possibile che a Roma non si possa fare mai niente? Vorrei che arrivasse un presidente che possa investire soldi senza aspettare di costruire uno stadio”

SALVATORE D’ARMINIO: “La Giunta Raggi prende tempo, è contraria allo stadio così come progettato ma non vuole ammetterlo per paura di perdere in consenso elettorale di una gran parte della cittadinanza”

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  1. fernandomattiacc_339 - 4 anni fa

    Il consenso lo hanno già perso, è quasi un anno che stanno lì e le hanno combinate di tutti i colori, e chi li rivota più, calcolate che la loro vittoria è stato un voto di protesta…

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