‘RADIO PENSIERI’, MAIDA: “Totti? Se non avesse rinnovato sarebbe andato a giocare altrove”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

RETE SPORT

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ROBERTO MAIDA: Io non vedo Totti come allenatore, perché pur mettendosi a disposizione della squadra Totti resta un solista. Non ha quel cinismo che ha Mourinho, lo vedo più bravo a pensare a se stesso. Quest’anno si sta ponendo l’idea di cosa fare dopo. Se non fosse arrivato il rinnovo lui l’anno scorso sarebbe andato a giocare altrove, non pensava di smettere. Adesso per la prima volta sta pensando cosa fare nei prossimi 40 anni. Penso che Totti possa scegliere cosa fare del suo futuro. Per me sarebbe un fenomenale team manager, un po’ quello che fa Nedved alla Juventus. Potrebbe essere anche uno straordinario presidente, magari onorario con Pallotta maggiore azionista. Penso, però, che voglia un ruolo esecutivo. Per me il momento emblematico della carriera di Totti, mettendomi nei panni del tifoso, è il primo gol nel derby. Attraverso incontri garbati con le istituzioni spero si possano far tornare i tifosi allo stadio. Se i tifosi di Roma e Lazio continueranno a dimostrare un atteggiamento civile penso che qualcosa si possa muovere, magari non l’abbattimento immediato delle barriere, ma qualcosa si può muovere. Un ufficio come direttore sportivo? Credo che dal punto di vista metodologico si possa trovare un punto di incontro tutti insieme ed evitare altri casi come Boyé. Non penso che la Roma metta in discussione il ruolo di Massara. Con Pallotta a Boston e Baldini a Londra penso che Massara, confrontandosi con lo staff e Spalletti, possa scegliere i giocatori. Un voto a Sabatini? Bisognerebbe fare una media tra lato economico e sportivo. Direi un 6+. La Roma che ha costruito dopo il derby di Coppa Italia è stata la più esaltante degli ultimi anni. A livello personale ricordo un bel momento durante un’intervista in cui ha detto che avrebbe preso Dzeko. E’ stato un ds criticabile sotto molti aspetti, ma è un uomo da rispettare“.

IACOPO SAVELLI: “L’unico posto in cui vedo Totti da dirigente, è nell’area tecnica. Si può anche iniziare dal basso non bisogna per forza partire dai ruoli più importanti. Sulle barriere il tempo delle chiacchiere è finito, la Roma deve agire e andare a giocare da un’altra parte. Il club è danneggiato e penalizzato da queste situazione. La grande rivoluzione culturale stava anche nell’emanciparsi da Totti come ha fatto la Juve con Del Piero”.

FABIO MACCHERONI: “Sullo stadio non c’è più spazio per le parole. I tifosi devono farsi sentire. La Roma dovrebbero ricorrere al TAR facendo una causa alle autorità. L’argomento va affrontato brutalmente, con le poesie colpisci cuori tenere, qui per farti sentire da queste persone serve un trapano per entrargli in testa. L’unica cosa in cui la società è stata coerente è stata le “deTottizzazione”. Totti allenatore della Roma con qualcuno? No Totti deve stare in panchina da solo”.

FABRIZIO ASPRI: “Totti non può essere un problema per la Roma, non sarà mai un tappo, neanche come dirigente. Magari sarà proprio lui a trovare il nuovo Totti. Da allenatore, con le sue qualità umane e la sua grande conoscenza del mondo giallorosso, ce lo vedrei. Quando Spalletti andrà via, vedo benissimo il binomio Di Francesco-Totti”.

MASSIMO CECCHINI: “Credo che Massara possa essere davvero il ds della Roma. E’ importante però avere anche un nome conosciuto, che abbia rapporti con procuratori e dirigenti”

PAOLO FRANCI: “L’obiettivo di questo club non è vincere, questi sono imprenditori, bisogna dire la verità. Dire che vincere dev’essere la priorità non va bene, perché non è così. Negli ultimi 10 anni la Roma ha ottenuto 6 secondi posti, 4 sono della Sensi”

UGO TRANI: “Della conferenza di Sabatini non m’è piaciuto niente. In eredità l’ex ds lascia un gruppo di gente Massara, Balzaretti e vari procuratori che è sempre la stessa. Totti è l’unica cosa che mi piace di adesso nella Roma. Lui cacciato da Trigoria è la cosa più assurda successa in questi anni. De Rossi potrebbe non giocare nella prossima partita della Nazionale se Venuta decide di far giocare Verratti in regia. A gennaio mi aspetto 3 acquisti, anche se dovessero costare una cessione eccellente. Gerson a gennaio andrà via mentre cedere Alisson sarebbe un errore”

ALESSANDRO ANGELONI:La conferenza di Sabatini? Teatrale come sempre. Ho condiviso una sola cosa di quello che ha detto, ovvero la preoccupazione sul cambio di modo di gestire il mercato. In questo secondo me ha ragione, è preoccupante dove si sta andando. Non voglio pensare che si inseriscano dei dati, si faccia un click ed esca fuori il nome del giocatore da comprare. Non credo che sarà così, ma la denuncia che lui fa sotto questo aspetto non va sottovalutata. La Roma non vuole più una figura accentratrice come Sabatini, Massara non deciderà autonomamente. L’idea del calciatore da prendere non dovrà arrivare soltanto da una persona ma da una squadra di lavoro”.

LUCA VALDISERRI:La conferenza è stata imbarazzante, tra applausi e lacrime. Sembrava quasi una scissione dei sabatiniani che rivendicano la propria autonomia. È piaciuta a tanti questa conferenza, a me invece ha messo tristezza. È stata una specie di festa della liberazione: la Roma si è liberata di Sabatini e Sabatini si è liberato della Roma. Le parole su Totti? In tutte le squadre il più bravo prende una parte ampia di spazio. Il Napoli di Maradona era abbagliato da Maradona? No, erano tutti lì a baciarlo ed abbracciarlo perché li faceva vincere. La grande notizia di ieri è che Nainggolan si può sognare l’adeguamento del contratto. Io non credo che Nainggolan a questo punto sia contento…”.

PAOLA DI CARO:Affranta per la partenza di Sabatini? Sono stata affranta per ben altri addii. L’addio di Sabatini, tra l’altro, era noto da tempo. È stato un addio troppo prolungato, decisamente troppo, lo ha dimostrato l’ultimo mercato. Era una pagina che si poteva chiudere anche prima. Quindi non festeggio ma non sono affranta. La Roma ora ha bisogno di normalità. Ci sono stati momenti surreali nella conferenza di ieri, come quando ha parlato della sgroppata di Ibarbo e del gol di Iturbe al derby. Io di quella partita invece ricordo la rete di Yanga-Mbiwa, non so voi. E tu di quella gara mi vuoi ricordare due giocatori che ti hanno contestato. Le parole di Sabatini su Totti? Credo che a Trigoria sia una visione generale”.

MAURIZIO CATALANI:Sabatini ha sfruttato il vuoto di potere che si era venuto a creare nella Roma. Io ricordo una sua esternazione: ‘Io faccio quello che mi pare’. La colpa non è di chi riempie il vuoto di potere, ma di chi lo crea. Sulle commissioni e su Ibiza, due parole bisogna dirle. Quando feci la battuta su Ibiza, Sabatini non c’entrava assolutamente nulla. Posso giurare su mia figlia che questa battuta non lo riguardasse assolutamente. Quindi caro Walterino, calmati, perché si parlava di ben altri personaggi”.

FRANCESCA FERRAZZA:Ieri è andato via il presidente della Roma o un direttore sportivo? Non fingerò tristezze che non ho. Il problema è che per anni è stato considerato il presidente, non un dipendente. Qualsiasi proprietario del mondo caccia tutti, visto che Sabatini se ne va perché in disaccordo con la proprietà e sempre lo stesso Sabatini viene compianto da tutti a Trigoria. Io penso che la conferenza sia stata la fiera del grottesco e che abbia ricalcato questi 5 anni americani alla Roma. Ieri andava via un presidente, non un direttore sportivo: è un’anomalia che da oggi dovrà essere evitata”.

PAOLO CENTO:Sabatini lo valuto per i risultati che ha portato in questa squadra. Ha portato diversi buoni giocatori ma anche tanti che non sono all’altezza. Sabatini è un grande professionista, ma non mi sono stracciato le vesti per il suo addio. Speriamo che chi viene dopo possa colmare le sue lacune. Io di certo non credo che Totti sia un tappo, altrimenti vorrei avere 11 tappi”.

CHIARA ZUCCHELLI:I flop di Sabatini? Iturbe al primo posto, dopo Uçan e Piris, ovvero le sue intuizioni che si sono rivelate sbagliate”.

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