‘RADIO PENSIERI’, ZAMPA: “Sono sicuro che Spalletti sarà l’allenatore della Roma l’anno prossimo”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

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ANDREA DI CARLO: Chi giocherà dal lato di Gomez avrà molto da fare. Le alternative ci sono, c’è Emerson Palmieri che a Empoli male non ha fatto”.

CARLO ZAMPA: Io non vedo Spalletti che rifiuta il rinnovo dopo che ha detto che vuole concludere quello che aveva iniziato. Ha riparato alcuni danni nella squadra. Io spero che nei prossimi 2/3 anni si possa andare a dama, anche se spero di vincere già quest’anno. Io non voglio credere che è tornato per un solo anno e mezzo. La firma è insita nella prima dell’anno scorso. La società sa che allenatore ha e sa qual è l’interesse comune: la Roma. Sono tranquillissimo sul fatto che Spalletti sarà l’allenatore della Roma l’anno prossimo. L’anno scorso è arrivato terzo, con un mese in più avrebbe centrato il secondo posto. La Roma è l’alternativa più seria allo strapotere della Juventus. Arrivare con un distacco di due punti al confronto diretto, o con questo distacco al girone di ritorno. Questo mese lo considero fondamentale, non per Spalletti, ma per il futuro della Roma stessa in questo campionato. Ci sarà la pausa a gennaio e poi vediamo che succede. Si possono aprire diverse prospettive tra Mario Rui che torna, Florenzi che sarà vicino al ritorno, un mercato ben fatto. Vorrei vedere un trofeo vinto per vari motivi, non ultimo il fatto che è l’ultimo anno di Totti. Lo vorrei vedere alzare un trofeo”.

FABIO MACCHERONI: “Io non sono così certo che resti fuori Fazio, con Ruediger terzino a sinistra al posto di Juan Jesus. O il tedesco a destra con Bruno Peres a sinistra. Il problema della Roma sarà sulla fascia destra con Gomez, con Bruno Peres potrebbe essere un problema“.

IACOPO SAVELLI: “Se Fazio sta bene secondo me gioca, così come Ruediger, che può giocare su entrambe le fasce. Fazio mi sembra il difensore che ha più personalità nel cominciare l’azione, è uscito solo perché si è infortunato. La Roma ha bisogno di qualcuno che permetta al centrocampista di non arretrare troppo per prendersi il pallone, dal momento che l’Atalanta presserà alta. Nelle gerarchie comunque Bruno Peres è davanti ad Emerson Palmieri, anche se devo dire che Peres non mi è piaciuto granché in questo inizio. Sta giocando solo d’istinto, non basta correre e buttare la palla avanti per vedere cosa succede. Un po’ come se fosse l’Iturbe della difesa, deve imparare a giocare la palla con i compagni“.

MASSIMO CECCHINI: “Si sta ristrutturando il palazzo, il calcio italiano. Il futuro e il passato della Roma è tutto in un libro chiamato bilancio, è tutto leggibile”.

UGO TRANI: “Lo stadio di proprietà è fondamentale per la crescita e i ricavi. Se cambiassero la zona lo farebbero subito, invece a Tor di Valle bisognerebbe trovare un compromesso con il Comune e fare la metà di quello che è previsto nel progetto. Se la Roma non ha risposto alle ‘accuse’ della Sovrintendenza, vuole dire che questa ha ragione. Spalletti e i giocatori devono sfruttare questo momento in cui non si parla del campo ma di altro per continuare a vincere e far bene. Quando si parla di altro, e può essere anche una cosa negativa, bisogna capire che il momento è da sfruttare dal punto di vista calcistico”.

 

ALESSANDRO ANGELONI: “Siamo a novembre, le dichiarazioni di Spalletti sul rinnovo possono essere accettate. Se invece ne riparliamo ad aprile si aprirebbe un problema e sarebbe anche una barzelletta. Si analizzano troppo dettagliatamente le frasi, Spalletti è stato chiaro: rinnova se ottiene dei risultati, altrimenti se ne andrà. I risultati arrivano grazie all’apporto dei giocatori”.  

LUCA VALDISERRI: “La Conferenza dei Servizi doveva essere una sorta di ultimo collaudo, a leggere le cose scritte oggi invece siamo molti lontani da questo e siamo ancora a discutere della sostanza. Questo mi preoccupa. Fino a ieri ero ottimista sulla costruzione, ma oggi non lo so onestamente”.

 

ROBERTO INFASCELLI: “Chi combatte la cementificazione e ne fa un cavallo di battaglia del proprio percorso verso la vittoria a sindaco di Roma può ovviamente esprimere un parere negativo su un Business Park, i ponti, lo stadio. Ma le opere pubbliche? Ho la sensazione che Berdini non sappia di che zona si parli, perché lì non si esce vivi di sera. Se per sbaglio un privato dice di pensarci lui a fare delle infrastrutture, come si fa a dire di no? Lo stadio sì, ma i collegamenti per arrivarci no? Di che stiamo parlando, io sono basito. Mettiamo le capanne e insegniamo a fare il fuoco con le pietre”.

ALESSANDRO CRISTOFORI: “Sull’Olimpico la cosa che mi ha sempre fatto arrabbiare non avere la metro vicino e l’impossibilità di non trovare parcheggio. Adesso non si può fare un nuovo stadio se poi è difficile arrivarci. Mario Rui sta per rientrare in campo e giocare una partita con la Roma Primavera: per l’occasione la squadra di Alberto De Rossi giocherà sul campo non sintetico, perché per il recupero l’erba finta non è consigliata”.

DANIELE LO MONACO: “Io perderei a Bergamo se la Roma adesso avesse la certezza di fare lo stadio. La Juventus negli ultimi cinque anni è la squadra in Europa che ha fatto più punti in casa: un proprio stadio è determinante. Già penso alle partite che la Roma giocherà in casa e che non vincerà, e che invece con uno stadio suo avrebbe invece vinto”.

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