‘RADIO PENSIERI’, SAVELLI: “Il rapporto tra Pallotta e la tifoseria potrà cambiare solamente vincendo dei trofei”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

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ADRIANO SERAFINI: “L’argomento portiere non l’abbiamo capito, ma forse Spalletti sì. Vuole tenerli entrambi sullo stesso piano, lo ha fatto con tutti, a partire da Totti. Ha delle preferenze, ma Alisson sta dimostrando di avere personalità e ha le caratteristiche giuste per fare il titolare. Ci sono tante partite e si alterneranno spesso in questi mesi, ma non è facile gestire due portieri di ottimo livello. Florenzi sarà utilizzato nei tre di centrocampo o anche nel tridente, con il ritorno di Ruediger non lo vedremo più come terzino. Anzi, sarà la prima riserva di Salah quando l’egiziano andrà in Coppa d’Africa. Perotti non dovrebbe avere problemi di vesciche, sarà titolare. Il ballottaggio sarà tra Dzeko ed El Shaarawy, possibile che in uno spezzone di partita vedremo anche Francesco Totti”.

ALESSANDRO AUSTINI: “Questo fatto che Pallotta ogni volta che arriva in Campidoglio si trova a parlare con un sindaco diverso è scandaloso, ci sono delle situazioni da trovare: parliamo di un’opera talmente vasta che si parla di troppi punti da chiarire. Ma ci si trova in un imbuto nel quale nessuno capisce il ruolo che ha. Questo è il tipico esempio di quanto in questa città si fatichi a fare le cose utili. Sono stati già inviati 60 milioni solo di progettazione, questo ti fa capire che non si può tornare indietro in questo progetto dello Stadio. Credo che Alisson a breve diventerà il titolare della Roma. Spalletti non lo conosceva Alisson e ha rivoluto Szczesny, ma col senno del poi non lo avrebbe fatto venire. Si è anche lavorato per Sirigu, che avrebbe fatto il secondo senza problemi, però poi il tempo stringeva e non si è fatto più nulla. Nainggolan? C’è un nuovo contratto, non è un prolungamento ma solo un ritocco sull’ingaggio. Mentre quello di Strootman è pronto da due anni, ma l’olandese è un professionista e non vuole firmarlo fino a che non si sente pronto al 100%, per rispetto alla società che lo ha aspettato per molto tempo e lui si sente in debito. Per Manolas c’è ancora qualcosa da trattare. Non sta simpaticissimo ai compagni, è diventato una macchietta, è argomento di battute nello spogliatoio per la sua ipocondria”.

RICCARDO ANGELINI: “Esistono due dualismi: Bruno Peres e Florenzi in difesa, Szczesny e Alisson in porta. Non è un motivo per creare disagio, ma un motivo per rendere la Roma più forte. La storia legata allo Stadio rischia invece di finire nel ridicolo, tre anni fa si parlava di mettere la prima pietra. Ora è troppo difficile tornare indietro, ma la politica e gli inciuci non permetteranno ai 5 Stelle di lavorare in questo progetto, o forse sono loro che creano disagio intorno alla loro situazione per evitare di impegnarsi in nuovi progetti”.

EMILIANO BONAZZOLI: “Ho dato l’addio al calcio, ma la sto prendendo bene. Non parteciperò attivamente alle gare ma sarò un osservatore di un procuratore molto importante: andrò a vedere giovani e tante partite per osservare nuovi talenti. Richieste e trattative con al Roma non ci sono mai state nella mia carriera, ma a me avrebbe fatto tanto piacere venir a giocare nella Capitale. Higuain è un attaccante fortissimo, ha qualcosa in più rispetto agli altri attaccanti. Spero che possano far molto bene anche Belotti e Pavoletti. I difensori che mi hanno messo più in difficoltà sono stati Couto, Materazzi e Cordoba”.

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