‘RADIO PENSIERI’, SAVELLI: “Il rapporto tra Pallotta e la tifoseria potrà cambiare solamente vincendo dei trofei”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

RETE SPORT

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CARLO ZAMPA: “L’Inter per la rosa che ha è una concorrente della Roma per il secondo posto. Mi auguro un’alternanza di risultati per De Boer, perché con un altro allenatore come Capello secondo me la formazione nerazzurra darebbe problemi. Non deve essere un anno di transizione per la Roma. Spalletti ha già allenato la squadra nei sei mesi della scorsa stagione, la conosce e sa cosa può fare. Quest’anno la Roma deve vincere un trofeo. Bisogna ricordare ai giocatori che chiedono aumenti di stipendio le figuracce contro Bate Borisov e Spezia”

ALESSANDRO CRISTOFORI: “L’Inter sta vivendo un anno di transizione, ma hanno avuto un cambio di società importante e questa nuova dirigenza ha già investito e investirà molti soldi nel club. La Roma deve almeno avvicinarsi a vincere un trofeo, in questi anni non si è neanche trovata vicina a farlo”

IACOPO SAVELLI: “Il presidente Pallotta si è inimicato parte della tifoseria, altri invece hanno forti dubbi sul suo operato per il mancato trofeo in cinque anni e per le cessioni di top player. Per cambiare la situazione c’è solo una cosa da fare: vincere. Nessuna dichiarazione del presidente potrà cambiare la situazione con i tifosi. Manca empatia con il pubblico, perché Pallotta non è vicino alla squadra e alla città, oltre a non parlare neanche un po’ di italiano. Si sta dando un gran bel segnale in questi giorni con l’arrivo di Gandini in società e con i ricavi senza stadio”.

 

MASSIMO CECCHINI: “L’argomento stadio trattato con il sindaco ha una valenza modesta, non decide molto della questione Olimpico. Pallotta deve però affrontare questo tema: sappiamo che lui non vuole i ‘fuckin idiots’ nell’impianto e proprio per questo deve calibrare bene il messaggio, che non sia contro le Istituzioni e neanche contro i tifosi che vogliono semplicemente andare a vedere la partita”

 

PAOLO FRANCI: “Florenzi ha una chiave più tattica, la sua duttilità in più ruoli è certificata. Giampaolo è un raffinato tatticamente, la capacità di interpretazione del match diventa importante. Preferisco mettere Florenzi a sinistra proprio per la capacità di Florenzi di giocare in più ruoli”.  

FABRIZIO ASPRI: “Multe allo stadio? Bisogna rimodulare le regole che sono applicate, perché sono esagerate. Secondo me l’estremizzazione dell’applicazione della regola non è giusta, ciò non toglie che le regole vanno rispettate. Non mi va giù che queste regole vengano poi applicate solo a Roma, e non negli altri stadi d’Italia”.

 

MAURIZIO CATALANI: “Se mercoledì la Raggi dà buca a Pallotta, probabilmente il suo arrivo qui a Roma rischia davvero di essere inutile. Lui arriva nella capitale per parlare solo dello stadio. La Roma non avrà altre risorse se non quella di vendere Manolas l’anno prossimo. Inizialmente doveva essere ceduto Nainggolan perché era l’unico giocatore richiesto ed era quindi lui il sacrificato. Poi le cose sono cambiate ed è andato via Pjanic. Il rinnovo di Spalletti dipenderà sia dalle garanzie ricevute che dai risultati, bisognerà vedere come si sentirà a fine stagione. Lo stadio vuoto? Si è sottovalutato il problema secondo me e ora è diventato un problema strutturale”.

UGO TRANI: “Quest’anno la Roma ha fatto il record di fatturato ma lo ha fatto solo grazie alla Champions della scorsa stagione. L’anno prossimo sarà il contrario per l’eliminazione dalla Champions ed è già scritto il sacrificio di un big per sopperire alla mancata entrata. Il mercato sarà giudicabile a fine campionato, sarà sufficiente solo se si arriverà terzi. In caso di secondo posto sarà da 7, 10 in caso di vittoria. In questa stagione la Roma deve raccogliere il massimo da Manolas prima di cederlo, poi l’anno prossimo non sappiamo neanche se avremo Vermaelen e Fazio visto che non c’è obbligo di riscatto e quindi in caso bisognerebbe comunque pagarli. Pallotta in Campidoglio? Non credo rischierà di venire a Roma senza poter effettivamente incontrare la Raggi mercoledì. In ogni caso so che Pallotta è stato rassicurato sulla costruzione dello stadio. Secondo me contro la Sampdoria si faticherà ad arrivare alle 25mila presenze. La mazzata del Porto è stata dura, soprattutto seguita dal pareggio di Cagliari. Non c’è entusiasmo, magari le cose potranno cambiare con una striscia di vittorie. Non so chi scenderà in campo con la Samp, Perotti ha giocato contro il San Lorenzo con una ferita sulla pianta del piede e forse un po’ di turnover ci sarà oltre al fatto che bisognerà vedere con quale centrocampo giocherà. Dzeko? Il fatto è che non sta segnando e questo fa magari pensare chi sta fuori. Alla lunga bisogna vedere se il bosniaco sarà un titolare”.

 

FABIO MACCHERONI: “La buona notizia è che Pallotta arriva a Roma, anche se non so se la Raggi lo riceverà mercoledì in Campidoglio con tutte le vicende a cui deve pensare in questi giorni. Io sono innamorato del calcio e della gestione degli uomini di Liedholm. Per fare il calcio di Zeman bisogna avere un portiere che ha la personalità dei grandi come Buffon e che abbia la capacità di comandare la difesa e poter disporre di difensori velocissimi. Giampaolo? E’ un buon allenatore, mi chiedo perché arrivi sempre a un passo dal grande club ma non ci arriva mai”.

 

MARCO DELVECCHIO: “La Roma di quest’anno mi piace, secondo me potrà dare più filo da torcere alla Juve rispetto all’anno scorso. Senza la curva però è una tristezza, 10 anni fa era spettacolare, ora anche nelle partite importanti lo stadio è vuoto. Borja Valero? Io qualche anno fa lo consigliai perché secondo me è un fenomeno, ma non mi hanno ascoltato. Il gol che mi ha fomentato di più? Il gol del 2-0 in spaccata nel derby l’anno dello scudetto. Se c’era qualche problema con Capello se ne parlava, non ci sono stati grandi litigi, a parte quello noto con Montella ma per altri motivi. Non l’avrei detto che sarebbe diventato allenatore visto come si comportava lui con gli allenatori, ma si sta meritando tutto perché è un ragazzo che studia e si aggiorna. Cassano e Balotelli? Sono convinto che ognuno raccoglie quello che semina. Io con la Samp mi aspetto Salah, Perotti ed El Shaarawy con Totti che entra nel secondo tempo. Spalletti deve valutare bene le condizioni e vedere come ruotare i giocatori, anche se io di base sono contro l’eccessivo turnover. In porta mi aspetto Szczesny anche se molti vogliono Alisson. Io non credo molto all’alternanza dei portieri: un estremo difensore deve trovare sicurezza partita dopo partita, certo se commette tanti errori si può pensare di cambiarlo. Guardiola o Mourinho? Decisamente Mou, mi piacciono gli allenatori ignoranti e strafottenti. I rigori? Ora sono un fenomeno, sono migliorato dopo aver smesso. Perotti invece è impressionante per come li batte, il passettino e il cambio di direzione finale. Dzeko ha avuto un anno travagliato, ha avuto anche un infortunio e al rientro non è riuscito a segnare e a farsi voler bene dai tifosi. E’ un problema mentale, deve trovare il gol per due-tre partite di seguito, dopo aver trovato la rete è un giocatore completamente diverso anche nei movimenti, più veloce. La consapevolezza nei propri mezzi vuol dire tanto. Io in Dzeko credo molto, secondo me è un grande giocatore. Lo scorso anno forse la Roma ha giocato poco per lui. Iturbe non mi piace, va forte quando deve andare lento e va lento quando deve andare veloce. Perché la Roma non riesce a crescere? E’ un insieme di cose, scelte societarie, le scelte dei giocatori, la Juve che vince sempre. La società deve crescere, a me piaceva quando il presidente era sempre presente ed entrava negli spogliatoi a parlare. Sensi se giocavamo male ce lo diceva anche in maniera molto diretta colorita e nessuno parlava. Faceva la ramanzina e poi se ne andava. Dopo un derby vinto invece veniva negli spogliatoi tutto emozionato. Nel derby del 3-3 era molto contento perché venivamo da quattro derby persi ed eravamo sotto 3-1. Se avessimo fatto anche il 4-3 sarebbe stato il derby più bello di tutti”.

MAX TONETTO: “La Roma deve dimostrare tutto il suo valore, fino ad ora è mancato l’equilibrio che hanno le grandi squadre. E’ stata debole in molti frangenti, per adesso non ha dimostrato di essere più forte dell’anno scorso. Per la Samp molto dipenderà dallo stato fisico dei nazionali che rientreranno ma mi aspetto in attacco Dzeko, Salah e Perotti. La Samp è una squadra compatta e difende a zona, non hanno molta qualità e puntano sui contropiedi di Quagliarella e Muriel. Tatticamente non è una partita semplice. Spalletti storicamente non è uno che cambia tantissimo formazione, ma ora è alla ricerca di un equilibrio. Credo che alla fine con la Samp giocherà Szczesny. Perotti ha trasmesso molta personalità, nei rigori è bravissimo perché riesce a guardare il portiere fino alla fine e allo stesso tempo cambiare magari direzione”.

 

CHIARA ZUCCHELLI: “Le Olimpiadi sono una risorsa enorme se si sa come sfruttarle al meglio. Cassano? Poteva fare qualcosa di straordinario, è arrivato a 23 anni al Real Madrid, ma è andato via da ogni squadra dopo aver litigato. Totti l’ho visto bene negli allenamenti, anche nel match contro il San Lorenzo per quello che può valere, mi sembra in forma e spero davvero possa esordire con la Samp. Guardiola o Mourinho? Guardiola non mi convince, mi annoia”.

LUCA VALDISERRI: “Alisson-Szczesny? Per un portiere è importante la sicurezza. Non la penso come Spalletti, cioè che bisogna avere due portieri buoni altrimenti il titolare arriva con la pancia piena. Meglio sempre un titolare e una buona riserva. Abbondanza in avanti? Io vedo che Totti ha 40 anni e non ha giocato nemmeno un minuto, Iturbe è rimasto solo con Sabatini a difenderlo, El Shaarawy non ha passato una bella estate. Un uomo in più davanti poteva fare comodo, magari anche Ricci, ma poi le emergenze sono altre. A Pallotta chiederei se questo è stato l’ultimo mercato condizionato dal fair play finanziario. Olimpiadi? Il ridimensionamento del 5 Stelle non so se potrà essere una buona notizia per lo stadio. Il 5 Stelle ora è sotto la lente, non è una caso che sulle Olimpiadi hanno chiuso da subito il dialogo con il Coni. Lo stadio ha una situazione diversa, la Regione vuole che entri in gioco il Comune. Io questa città la vedo molto ferma e ingessata rispetto alle altre capitali europee, io sarei favorevole anche al Gran Premio di Formula 1 o allo stadio delle altre squadre della capitale per mettere in moto l’economia”.

ROBERTO INFASCELLI: “Non mi sembra vero che domenica si ritornerà all’Olimpico, finalmente si riavvicina il weekend calcistico. Sgarbi per me ha detto cose ridicole sullo stadio della Roma. Secondo me la Roma non partirà a tre, magari cambierà in corso d’opera. Cambiando modulo e schierando solo due attaccanti forse si rischia di avere troppi giocatori offensivi in panchina”.

DANIELE LO MONACO: “Florenzi verrà spostato in avanti, ha giocato in difesa perché la Roma era in emergenza, ma Spalletti ha insistito per Bruno Peres perché conosceva le sue lacune difensive e si è voluto tutelare. Grazie a Spalletti la Roma ha una magnifica predisposizione offensiva e non va snaturata, ma bisogna variare le fonti di gioco. Il gioco sembra essersi inaridito: bisogna considerare lo stato di forma e le partite che cambiano le prospettive di una stagione, sommando queste due cose siamo tornati al problema di instabilità psicologica ed è su questo aspetto che Spalletti dovrà lavorare maggiormente”.

 

PAOLO CENTO: “Ci siamo interrogati dove fosse la proprietà della Roma dopo l’uscita dalla Champions League e sulle varie questioni societarie. Adesso Pallotta arriverà per rimettere le cose in fila. Gandini è un dirigente molto valido, questa volta l’arrivo di questo dirigente porta alla Roma un valore aggiunto. Mi auguro che questa scelta dia prestigio internazionale che è mancato a volte in questi anni. Spero che Pallotta parlerà non solo del nuovo stadio, ma anche dell’Olimpico”.

 

GUIDO ZAPPAVIGNA: “Nella difesa a tre metterei più Fazio che Juan Jesus. La storia delle multe è allucinante.  La società questa volta per me non centra niente, perché un comportamento del genere va contro lo stesso club. Sarà importante una presa di posizione chiara di Pallotta, per cercare di fermare questo piano diabolico di scoraggiare la gente a non andare allo stadio”

GIORGIO DE ANGELIS: “A me non piace il modulo con la difesa a tre, ma come ha detto Spalletti spesso in partita lo schieramento cambia: da quattro in fase offensiva un terzino spinge in avanti e l’altro invece stringe accanto ai due centrali, quindi l’atteggiamento della difesa è abbastanza mobile. Lo stadio? Situazione da sbloccare ma ricordiamoci che non sarà della Roma, ma della Nep di Pallotta”

 

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