‘RADIO PENSIERI’, MACCHERONI: “La Roma non sarà mai una grande squadra”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

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FABIO MACCHERONI: “La Roma è impossibile che diventi una grande squadra, ma può migliorare facendo delle scelte migliori. La Roma domenica ha avuto paura perché Spalletti ha avuto paura. Ha sbagliato alcune scelte e non ha avuto il coraggio di farne altre. Perotti in quel ruolo è

sprecato”.

IACOPO SAVELLI: “Non capisco perché non si facciano giocare ragazzi come Gerson e Seck. Non gli si da mai un’occasione, contro l’Atalanta l’avrei messo Gerson. Se non gioca mai come facciamo a conoscere il suo valore?”

MASSIMO CECCHINI: “Per gennaio si valuterà la classifica per capire cosa fare. Non si può fare un mercato di conservazione però, ogni tanto qualcuno va venduto altrimenti i giocatori si svalutano. Ogni tanto un pezzo pregiato va ceduto a patto che i soldi vengano reinvestiti. Anche la Juve l’ha fatto con Pogba”.

PAOLO FRANCI: “Se qualcuno si rende responsabile dei tafferugli per cui poi devono pagare tutti, allo stadio non ci deve più andare. Ci vuole il pugno duro, quelle persone sono state identificate e non devono più avere la possibilità di entrare da nessuna parte”.

UGO TRANI:Nainggolan, Strootman e Ruediger non sono stati convocati per le Nazionali perché non stavano in forma, e se non erano in forma per le nazionali non lo erano nemmeno per la Roma. Ma Spalletti avendo solo quelli non può non schierarli, nonostante non siano in piena forma. Se hai 4 centrocampisti, basta un raffreddore o uno squalificato per andare in emergenza. La rosa è ridotta al minimo, ma non da ora, ma fin da inizio stagione. Continuo a sostenere che a centrocampo la Roma abbia bisogno di un giocatore di corsa, uno alla Zielinski. L’aspetto psicologico secondo me non c’entra niente, perché lo scorso anno si sono vinte molte partite fuori casa”.

MAURIZIO CATALANI:Noi viviamo una grande illusione con la Roma. Ogni anno andiamo allo stadio convinti di vedere un film diverso e invece è sempre lo stesso. E che succede poi? Ti accorgi che l’anno scorso la tanto vituperata Roma di Garcia a questo punto aveva un punto in più di quanti ne abbiamo ora. Il film è sempre lo stesso, inutile cambiare il protagonista”.

ALESSANDRO ANGELONI:Si fatica sempre a trovare l’ultimo passo a diventare grandi, c’è sempre qualcosa che non quadra o che impedisce di stare più vicino alla Juventus. Essere secondi non può più essere un merito, deve essere ovvio e scontato, ci si aspetta sempre di più della norma. Secondo me non manca tanto per poter lottare con la Juventus, ma abbiamo perso troppi punti, è il modo di giocare che non è così convincente. Quando si dice che la Roma non ha carattere, significa che i giocatori non hanno carattere. Ma come faccio a pensare che una squadra con Manolas, Fazio, Nainggolan, Strootman e tanti altri non abbiano carattere? Probabilmente invece è il modo di giocare, di intendere il calcio che è diverso rispetto alla Juventus. Strootman non ce l’ha fatta a correre contro ragazzi di 20 anni, ma non è colpa sua, è colpa di chi non gli ha comprato un degno sostituto”.

 

VINCENT CANDELA:Arrivare secondi è la base, se arrivi terzo sei veramente scarso. Non puoi essere contento. Il presidente non c’è, Baldissoni non è un uomo di calcio, in società l’unico che ha vinto è Bruno Conti ma sappiamo che non ha nulla a che fare con la prima squadra. Ha fatto bene l’Inter a prendere Samuel. Ci sono persone come Batistuta, Tommasi, Delvecchio e tanti altri, invece alla Roma si prende chi non ha vinto”.

LUCA VALDISERRI:Per finire davanti alla Juve devi fare un capolavoro vincendo entrambe le partite contro i bianconeri. Nella storia della Roma, quando mai sono stati fatti 6 punti su 6 contro di loro? Neanche negli anni dello scudetto. Ora il distacco è nuovamente ampio. Il povero Strootman sta dando più di quello che potrebbe dare in questo momento. Deve giocare 95’ con l’Atalanta e non ce la fa, ma la Roma delle riserve non è una Roma competitiva”.

 

ROBERTO INFASCELLI:L’anti-Juve non c’è. È un campionato mediocre, e la cosa più grave è che è soltanto il 22 novembre. Strootman? Probabilmente gli viene chiesto troppo e questo non è giusto. È un ragazzo che doveva fare 20 partite, forse 25 se ti sorprendeva. Non può farle tutte. Anche Nainggolan ha delle attenuanti: non si ferma mai, le ha giocate tutte l’anno scorso e ha fatto pure gli Europei. Ora le gioca tutte di nuovo. Forse siamo ingenerosi noi, questa squadra è la prima delle seconde”.

ALESSANDRO CRISTOFORI:Aprire la trasferta di Bergamo era una prova di maturità per i tifosi della Roma. Siccome dopo la partita sono successe delle cose, allora non parliamo più di barriere mentre si discute sulle possibili trasferte chiuse? Mi sembra un discorso da terza elementare. Parliamo comunque di una tifoseria che ha fatto diverse trasferte. Accertiamoci di chi si è comportato male e puniamolo, chi ha sbagliato paga. Vuol dire che tutti i tifosi della Roma sono violenti? Perché deve passare quest’equazione? Non penso proprio che tutti a Bergamo si siano comportati male. Che senso ha chiudere le trasferte a tutti? È un discorso che non ha senso. Altrimenti cosa le hai identificate a fare le persone?”.

PAOLO CENTO:Ma come è stato possibile che abbiano permesso ai tifosi dell’Atalanta di avvicinarsi al settore ospiti della Roma? Ora stiamo alle solite: non è che siccome c’è un problema di ordine pubblico, blocchi le trasferte a tutti. Se io non sono andato a Bergamo, perché non dovrei andare a Torino? Chi si è comportato bene perché non potrebbe più andare in trasferta? Non può esserci una responsabilità collettiva”.

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