‘RADIO PENSIERI’, DOTTO: “La Roma ha capito che è forte anche senza Totti”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

RETE SPORT

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ROBERTO MAIDA: “Se potrà cambiare il trend sui giocatori italiani con Massara? La Primavera che ha vinto la Supercoppa Italiana per 9/11 è italiana, è un segno di discontinuità. Pellegrini tornerà alla Roma, da quello che so la volontà della Roma è tenerlo e la volontà del ragazzo è di tornare. Gerson era considerato un fenomeno e quindi è stato strapagato. La speranza è che magari faccia come Paredes, magari andare in una squadra a giocare e tornare migliorato. Ormai dalla partita di ieri mi sembra emerso che Iturbe e Gerson sono fuori, lo ha fatto intendere Spalletti. Alisson non era ancora portiere quando ha sbagliato l’uscita sul gol del Vienna, magari 5 minuti dopo non l’avrebbe sbagliata. Paga il fatto che Spalletti ha deciso di puntare su Szczesny. Questo vale anche per Gerson, mi piacerebbe vederlo una volta con la Roma al completo. Prestito a gennaio per Alisson? Penso sia una buona soluzione, soprattutto se vuole giocare con continuità. Io penso che comunque lui sia già pronto, ma non giocando spesso fa fatica quando entra in campo”.

ANDREA DI CARLO: “Pare che Fazio non recupererà per domenica. Paredes sta crescendo in maniera esponenziale, si è distratto nel finale, ma insomma la crescità c’è. Mi piace che all’inizio fosse l’alternativa forzata e adesso è uno che può rubare il posto ai titolari”. 

CARLO ZAMPA: “Il problema non è il gol, quelli li facciamo. Il problema è che ne prendiamo sempre tanti. Finalmente siamo tornati a vincere in Europa. La Roma ha ribaltato il vantaggio austriaco ed ha fatto il suo. Io non voglio la qualificazione, voglio la qualificazione al primo posto. Bisogna responsabilizzare una squadra che è forte. Iturbe e Gerson al momento sono ai margini e la Roma li vorrebbe dare in prestito. Questo è per responsabilizzarli, perché se stanno in queste condizioni vuol dire che ancora devono rendere al 100%. La Roma non deve avere quei cali e deve lavorare per ridurre all’osso quegli errori. Bisogna lavorarci e non accontentarci perché abbiamo vinto 4-2, perché poi succede come all’andata. La Roma è una squadra di livello e che fa gioco, garantendoti gol e spettacolo. Bisogna però migliorare sui cali. Dzeko? Sta facendo bene, sta segnando, ieri ha fatto un’altra doppietta. Speriamo possa durare fino alla fine della stagione. Mi sembra che oltre l’entusiasmo abbia ritrovato una tranquillità che gli fa bene. Il peso internazionale della Roma lo si deve a grandi dirigenti come Gandini, che ha fatto bene al Milan ed in generale ha fatto sempre bene. Il suo acquisto è importantissimo, la sua presenza è un vantaggio assoluto. Paredes rappresenta un po’ la Roma: sta crescendo ma ogni tanto stacca la spina o si prende delle pause. Sta crescendo come importanza nella squadra. Stiamo aspettando che Paredes diventi ancora più forte. Diventerebbe un giocare importante per questa Roma. Secondo me dalla prossima stagione Alisson sarà il portiere titolare della Roma. Se giochi poco è ovvio che puoi avere delle difficoltà. Per me resta un portiere affidabile”.

MASSIMILIANO MAGNI: “Io credo al giornalista de La Gazzetta dello Sport sul caso Buffon. Sono cose dette all’interno della discussione nello spogliatoio, è chiaro che la Juve non pensa che le altre si scansino. E’ un problema di affrontare con meno concentrazione alcuni avversari. Nei calciatori c’è ancora un atteggiamento negativo su cui anche Spalletti ha detto che bisogna lavorare. Penso che ci si stia lavorando e si stia migliorando. Aspettiamo e diamo un po’ di tempo”.

IACOPO SAVELLI: “Ora dobbiamo guardare più gli aspetti positivi piuttosto che il pelo nell’uovo. La Roma sta facendo uno scorcio di stagione di altissimo livello. Bisogna però saper vincere anche le partite per 1-0, anche con un’occasione casuale concedendo poco agli avversari. C’erano attenuanti magari nel finale ieri, con alcuni giocatori che erano un po’ stanchi. Non è necessariamente una questione mentale, magari non ne hai più e preservi le ultimissime energie proiettandoti già alla prossima partita. A Empoli la Roma ha fatto una buona partita, poi nel calcio ci sta che non riesci a segnare per la sfortuna e delle grandi parate. In panchina comunque ora Spalletti non ha praticamente alternative. Strootman l’ho visto in crescita, non ha giocato bene ma ha fatto un piccolo passo avanti. Nainggolan non è amato in Belgio, sono stati costretti chiamarlo per quello che stava facendo in Italia, ma ho la sensazione che non risponda al prototipo di giocatore che stanno utilizzando, ovvero gli manca qualcosa sulla tecnica pura. In Belgio non sono innamorati di Nainggolan. A De Rossi è andata di lusso, con un altro arbitro andava fuori, e rientrava da una squalifica di 3 turni. Questo è il limite di De Rossi, che i suoi gesti sono plateali. Ora lui è fondamentale, dopo l’Europeo è un giocatore ritrovato, ma questo è un limite enorme per un giocatore del suo livello. Poi ne paga le spese la squadra, magari la partita col Porto sarebbe andata diversamente. Non siamo il Real Madrid, ma ci sono le stesse aspettative e Spalletti deve fare i conti con questa realtà. Paredes non è uno che devi aspettare, ma uno che devi avere il coraggio di mettere in campo. Ora lo vedremo raramente in panchina. Paredes o Pjanic? Caratterialmente ha qualcosa in più Paredes“.

FABIO MACCHERONI: “Il mercato non deve essere mirato a un evento straordinario ma a una programmazione. La squadra ha grandi potenzialità, ieri c’era una vera emergenza ma la squadra ha espresso un buon calcio. Si può migliorare e portarla a una sfida normale con la Juve e non con la Roma a sfruttare sempre le indecisioni bianconere. La Roma non deve crescere solo per il colpo d’ala. De Rossi ieri ha giocato contro un provocatore, scorretto, ma ha fatto una buona partita. Paredes è un giocatore vero, ma cresce se gioca. De Rossi come Buffon? E’ diverso, alla Juve è un clan, hanno vinto, a Roma non si è vinto nulla. De Rossi poteva pure dire qualcosa a Pjanic, lui l’ascoltava. Alla Juve se ti parlano Buffon, Bonucci e Marchisio li ascolti diligentemente. Quando c’era Liedholm era così.“.

MASSIMO CECCHINI: “Buffon? Può capitare che si scriva anche qualcosa per destabilizzare anche altri club oltre alla Roma evidentemente. Si fa un po’ a turno magari. L’Austria Vienna l’ho vista comunque meglio a Roma. I giallorossi sono stati molto più costanti rispetto ad Empoli, anche con il risultato acquisito. Spalletti, ad esempio, fa un urlaccio a Gerson che doveva pressare essendo appena entrato. Non si può dire niente sul percorso in Europa League della Roma, l’ultima partita non varrà niente e tra la Lazio e il Milan Spalletti potrà effettuare un turnover più spinto. Dzeko? A centrocampo gli ho visto vincere tutti i duelli aerei. Tanti giocatori importanti non convocati in nazionale? Ne stavamo parlando, forse gli effetti di Gandini si cominciano a sentire. Magari saranno coincidenze particolari, poi è stato preso per quello, non mi stupisce e per la Roma è un grande beneficio. Le parole del ct del Belgio Martinez? Io non aprirei un contenzioso con lui”.

GIOVANNI BATTISTA OLIVERO: “Il verbo scansarsi è riferito allo stato d’animo con cui le squadre vanno ad affrontare la Juve, che partono molto poco convinte di poter strappare punti. Era un linguaggio gergale, da spogliatoio, per scuotere i compagni. Il messaggio di Buffon è che la Juve deve fare di più, non basta il primo posto in campionato e una qualificazione agli ottavi di Champions molto vicina. In Italia siamo malati di dietrologia”. 

UGO TRANI: “Di questa trasferta mi è rimasta la buona prestazione di Dzeko e Paredes, e da verificare Alisson che sta sbagliando un po’ troppo, forse perché sta giocando poco. Bisogna valutare le condizioni di Strootman che anche ieri sera non era nelle migliori condizioni. Dzeko dà una grande mano più per la squadra che per sé stesso: la Roma era molto fallosa ieri, lui invece ha reso fallosi gli avversari. Contro il Bologna Spalletti non confermerà gli undici di Vienna: il tecnico inserirà Salah, levando uno tra Perotti ed El Shaarawy, poi rialzerà De Rossi per far posto a Fazio, togliendo uno tra Paredes e Strootman. Per me domenica rischiano proprio Strootman e Perotti”.

ALESSANDRO ANGELONI: “Non avevo preoccupazione che la Roma non riuscisse a vincere la partita di ieri sera. Mi ha sorpreso positivamente la reazione della squadra dopo il gol subito. I giallorossi però non hanno ancora il veleno addosso, cosa che vuole Spalletti, ciò lo dimostrano le disattenzioni sulle reti. La frase di Buffon? Si sta montando un caso inesistente. Sono frasi che si dicono nello spogliatoio, delle esagerazioni dialettiche che si dicono tra giocatori”.

 

MARCO DELVECCHIO: “La Juventus negli ultimi cinque anni ha vinto perché è la squadra più forte, non è vero che gli altri si scansano. La Roma domenica incontrerà il Bologna che avrà una formazione rimaneggiata, ma non è che i rossoblù si scansano. La Juve è un gradino sopra le altre, forse la Roma quest’anno è più vicina, e Buffon ha detto quelle parole per spronare i compagni, solo questo”.

ALESSANDRO CROTOFORI: “È sempre bello quando la Roma vince, ma in Europa di più. Una vittoria che mancava da quasi due anni. Bene le prestazioni di Dzeko, Peres ed El Shaarawy, ma è giusto che Spalletti ricordi anche i gol presi e gli errori individuali sul primo gol. Le parole di Buffon adesso vanno approfondite, perché quando una dichiarazione è interpretabile va chiarita”.

DANIELE LO MONACO: “Letta la dichiarazione di Buffon, sono saltato dalla sedia. Che facciamo con frasi così? Che vuol dire che gli altri si scansano? Mi auguro che possa essere il preludio di un atteggiamento diverso degli allenatori che giocano nello stesso campionato della Roma e che in futuro possano mettere contro la Juventus tutta la forza che la loro squadra ha a disposizione”.

 

PAOLO CENTO: “I primi due minuti di partita hanno dimostrato i problemi di questa squadra, poi fortunatamente scongiurati dai quattro gol. Juan Jesus ancora male, non è un giocatore da Roma, così come Alisson che ieri non si è dimostrato adeguato per giocare titolare nella squadra giallorossa. Ancora mi chiedo se è valsa la pena spendere tutti quei soldi per un portiere, che tra l’altro dimostra di avere seri problemi sulle uscite. Dzeko invece è stato straordinario per i gol e per come si è mosso in campo”.

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