‘RADIO PENSIERI’, MAIDA: “Domani partita quasi ininfluente, ma bisogna chiudere il discorso qualificazione”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

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ROBERTO MAIDA: “E’ una partita quasi ininfluente, la Roma potrebbe qualificarsi anche perdendo. Ma bisogna vincere e chiudere il discorso qualificazione al più presto e finire primi nel girone. Una delle terze della Champions League è il Tottenham e non sarebbe facile giocare contro di loro o contro il Lione. Emerson Palmieri lo farei giocare dall’inizio, così come Gerson, magari riposa Nainggolan. Il discorso fatto su Strootman meritava un approfondimento, è stato molto interessante. Jorginho può essere il nome giusto per il centrocampo, essendo lui un regista; Paredes è un ottimo giocatore, ma non basta e serve un altro innesto, credo che il centrocampista del Napoli sia più esperto e completo dell’argentino. Certo se l’Inter lasciasse partire Banega non ci penserei due volte a prenderlo. Badelj e Borja Valero sono due giocatori che acquisterei immediatamente, Biglia è un altro giocatore importante, ce ne sono di giocatori superiori a Paredes, senza considerare Pjanic che gioca nella squadra più forte”.

UGO TRANI: “Jorginho? È il nome sbagliato, al centrocampo della Roma serve un giocatore di sostanza e non di qualità. In campo oltre alla tecnica serve la corsa. A Bergamo i cambi di Spalletti non li ho capiti, ma meglio di lui non lo può sapere nessuno. Questa sconfitta interrompe un’ottima striscia di risultati, ed arrivata dopo la sosta che aveva messo la Roma nelle condizioni ideali, poiché tre nazionali sono restati a casa e si è lavorato con gran parte del gruppo. Non andrei troppo deconcentrato domani con il Viktoria Plzen, perché si affronta l’avversario più forte del girone. Non vorrei che si passasse secondi, data ovviamente per certa la qualificazione. Delle prossime partite per me la più difficile sarà il Milan, quella sarà una partita rognosa e, al momento, la Roma deve pensare di arrivare sopra ai rossoneri”.

MAURIZIO CATALANI: “Parlando della tifoseria della Roma è come parlare di una riunione di condominio: se sbaglia uno sbagliano tutti. Finché non si hanno video precisi sui fatti di Bergamo, la verità per ora ce la dà chi parla. Tutte le varie dichiarazioni, quelle di Malagò o Baldissoni, non servano a niente: su Roma si stia facendo un laboratorio calcistico sulla tifoseria. Contro l’Atalanta oltre ad un fatto fisico c’è stato un crollo psicologico. Dopo la sostituzione e le polemiche di Bergamo, credo che non sia casuale la scelta di mandare Nainggolan in conferenza stampa insieme a Spalletti”.

ALESSANDRO ANGELONI: “La partita di domani non mi sembra interessante anche se è una gara decisiva poiché con una vittoria la Roma sarebbe prima nel girone. L’Europa League è una competizione che si accende più in là, la seconda parte di questa coppa ti dà un’emozione diversa. Sui fatti di Bergamo? Prendersela con tutti è sbagliato, anche perché ci sono i filmati. Se si tende sempre a colpevolizzare tutti si fa un errore. Se ci sono delle mele marce all’interno delle tifoserie vanno eliminate”.

MARCO CASSETTI: “La Roma doveva chiudere la partita quando ha avuto le occasioni con Salah, il quale pecca ancora troppo sotto porta. Quando le squadre avversarie mettono la partita sul tema della corsa la Roma va quasi sempre in difficoltà. Non dico che i giocatori non siano preparati sotto il punto di vista fisico, ma è proprio una caratteristica dei calciatori stessi. I calciatori della Roma sono più di qualità che di quantità, ed anche in panchina chi entra ha sempre le stesse caratteristiche. La posizione di Nainggolan? Giocando più avanzato perde un po’ le sue doti principali, soprattutto in fase difensiva. La Roma deve fare la corsa su se stessa, poi alla fine si vedrà”.

LUCA VALDISERRI: “Trasferta di Bergamo come un trappolone? Non posso pensare che esita un piano eversivo che porti ad evitare che una tifoseria vada in trasferta. Forse verrà vietata la trasferta di Torino, ma non generalizzerei a tutte le trasferte. E’ stato dato tutto ciò per fatto. Bergamo si può leggere sia come un trappolone che come un’opportunità che ti è stata data e che, secondo me, una parte e non tutti i tifosi se la sono giocata male. A Bergamo qualcosa è successo non può essere che non sia accaduto niente”.

ROBERTO INFASCELLI: “I tifosi del Pescara non verranno all’Olimpico perché non vogliono entrare in uno stadio militarizzato, come hanno già fatto i sostenitori dell’Inter. A questo punto qualsiasi tipologia di mossa della società mi andrebbe bene. Il campionato? In questo momento la cosa peggiore da fare è paragonare la Roma alla Juventus”.

ALESSANDRO CRISTOFORI: “Sta rischiando di morire un certo modo di tifare e di approcciarsi alla Roma, il tifo della Roma è un bene prezioso e pian piano questo bene si sta perdendo. Mi aspetto una dichiarazione concreta da parte della società, perché se l’obbiettivo è fare lo stadio di proprietà, andando avanti in questa direzione c’è rischio che per lo stadio nuovo non ci sarà più il tifo organizzato di ora”.

DANIELE LO MONACO: “La società Roma sa benissimo che ha assunto degli atteggiamenti sbagliati con i tifosi nel passato. Non bisogna generalizzare come fatto in passato da Pallotta, ma dire ad esempio di non volere dei teppisti a seguito della squadra. La società dovrebbe fare in modo che i tifosi della Roma non vengano colpiti nel complesso per un reato di un singolo. Alla Roma credo serva un po’ di qualità a metà campo, poiché con Gerson così e Florenzi out per infortunio, il centrocampo è questo. Non credo però che il Napoli si privi di Jorginho per darlo alla Roma. Sulla vicenda Gerson si sta facendo tutto male, perché non si capisce ad esempio nemmeno il parere di Spalletti”.

PAOLO CENTO: “Credo che non sia finito il tifo organizzato ma bensì è cambiato. Dobbiamo far di tutto per far sì che non finisca. A Roma il tifoso attraverso la passione per il calcio, si porta dietro anche tutte le problematiche relative alla città. Mediaticamente tutti siamo portati a raccontare con enfasi vari episodi, in questo rientrano anche i fatti di Bergamo. Per quello che è successo a Bergamo è partita una campagna mediatica spropositata: i tifosi che ad esempio non erano presenti a Bergamo, perché si devono vedere vietata la trasferta di Torino?”.

GUIDO ZAPPAVIGNA: “Stanno facendo di tutto per far cessare il tifo organizzato: per venti persone non è giusto che paghino tutti. A Bergamo è successo poco, ed ora arrivano queste sanzioni ai tifosi della Roma. Nel momento in cui arriveranno le decisioni ufficiali, spero che la società prenda una posizione chiara. Le situazioni di stallo non modificano mai nulla, senza alcuna presa di posizione forte da parte della dirigenza giallorossa non cambierà niente”.

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