(di Alberto Balestri) Dopo il grandissimo campionato dello scorso anno, culminato con un bellissimo quarto posto  nessuno si sarebbe mai aspettato di rivedere la formazione friulana ai vertici della classifica.

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Nonostante la brutta sconfitta contro il Parma la formazione di Guidolin ha fatto molto bene: l'unico cruccio è stata l'eliminazione dalla Champions League per mano dell'Arsenal. La squadra friulana è stata sfortunata, specialmente nella gara di andata, mentre al ritorno l'è mancata l'esperienza giusta che serve ad una squadra in campo internazionale.  Malgrado tutto l'Udinese si sta facendo valere anche in Europa League, e alla fine si qualificherà anche per i sedicesimi di finale.

Il merito di questo miracolo è in primis della società, che continua con la politica della valorizzazione dei giovani per poi rivenderli ad un prezzo elevato, e del suo allenatore Guidolin. Il tecnico veneto, che aveva guidato i bianconeri nella stagione 1998-'99, sta facendo un ottimo lavoro grazie anche ai giocatori che la società gli ha messo a disposizione. Il primo è Totò Di Natale, uomo di grande esperienza, e che quest'anno sta cercando di vincere per la terza volta consecutiva la classifica dei cannonieri. Un altro grandissimo elemento del collaudatissimo 3-5-2 di Guidolin è Hananovic: l'estremo difensore sloveno è ormai una grande realtà del calcio europeo, e il quarto posto dell'Udinese della scorsa stagione non solo è stato figlio delle sue parate che gli hanno permesso di non subire reti per 704', stabilendo così il record assoluto d'imbattibilità in campionato, ma anche grazie a cinque rigori parati.

La partenza di Sanchez, che è andato a rafforzare il Barcellona, non si sta facendo affatto sentire, anche perché l'Udinese è una squadra formata da buoni giocatori come il cileno Isla, centrocampista dalle ottime doti, oppure dall'esterno destro Basta. Un altro elemento interessante è il ghanese Asamoah, giocatore dalla grande potenza muscolare, che fa un ottimo filtro a centrocampo insieme al colombiano Armero. Altro giocatore interessante della linea mediana del campo è Pinzi, romano ma di fede laziale: scommettiamo che contro la Roma si farà ammonire, visto che è diffidato? Oppure che si faccia espellere un'altra volta? Staremo a vedere. Passando alla difesa, invece, possiamo fare solo i complimenti al brasliano Danilo, che ha superato brillantemente l'impatto col calcio italiano, così come il marocchino Benatia, acquistato dai francesi del Clermont che giocano in Serie B. Questo difensore, però, potrebbe fare spazio a due difensori più esperti: il primo è Coda, il secondo è Domizzi. Quest'ultimo è cresciuto nelle file della Lazio, ma tifa per la Roma, e ha sempre espresso il desiderio di vestire il giallorosso: e se fosse proprio Domizzi il sostituto di Burdisso? Lo scopriremo a gennaio, quando ricomincerà il calciomercato.

 

 

PROBABILE FORMAZIONE

La formazione che Guidolin dovrebbe schierare è Handanovic tra i pali, con Coda, Benatia, e Domizzi al centro della difesa. Basta e Pasquale saranno i laterali del centrocampo a cinque formato da Asamoha, Isla, e Armero. In attacco giocheranno Floro Flores e Di Natale.

 

PRECEDENTI

Negli ultimi dieci anni i confronti tra Udinese e Roma hanno sorriso prevalentemente ai giallorossi: la vittoria più importante risale esattamente a dieci anni fa, nella gloriosa stagione 2000-2001. La formazione allora allenata da Capello vinse 1-3 con gol di Montella, Tommasi, e Nakata. I friulani erano allenati da Spalletti che, quando è passato ad allenare la Roma, si è preso tante soddisfazioni nello stadio in cui si è consacrato da allenatore: la più bella fu l’1-4 della stagione 2005-2006. Fu la quinta delle undici vittorie consecutive della squadra capitolina, che un mese dopo stabilì il record di vittorie in un campionato, primato che fu battuto l’anno successivo dall’Inter. L’ultima sconfitta della Roma allo “Stadio del Friuli” risale alla stagione 2009-2010, quando la squadra, allora allenata da Ranieri, perse 2-1. C’è sempre Luciano Spalletti, invece, nell’ultimo pareggio dei giallorossi a Udine: era l’ultimo anno del tecnico toscano sulla panchina bianconera prima di passare alla Roma. La gara terminò con un pirotecnico 3-3.

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