L’Avversario: il Torino di Ventura

I granata che scenderanno in campo all’Olimpico vengono da tre vittorie consecutive, squadra che si è ripresa da un periodo negativo culminato col pareggio interno contro il Carpi

di Redazione, @forzaroma

Ci sono tre motivi per battere il Torino. Il primo è quello di tornare alla vittoria. Il secondo è quello di difendere il terzo posto, e coltivare una piccola speranza al secondo; dulcis in fundo per dare un’altra lezione indimenticabile a quell’arrogante di Ventura, visto che è sempre stato molto sgradevole la maggior parte delle volte che ha affrontato la Roma. Ci sarebbe tanto da scrivere male sull’astio che quest’uomo nutre per la compagine giallorossa, ma non è meglio non dare importanza ad un tecnico umanamente modesto.

Il Torino che scenderà in campo all’Olimpico è una squadra che viene da tre vittorie consecutive, e che si è ripresa da un periodo negativo culminato col pareggio interno contro il Carpi. Meno male, perché se il Torino avesse continuato a fare risultati negativi si sarebbe presentato con l’acqua alla gola, ma i granata stanno puntando all’ottavo posto, e quindi scenderanno in campo motivati. Il Torno ha un organico di tutto rispetto: Glik, difensore centrale di tutto rispetto, farebbe molto comodo ai giallorossi, ma attenzione ai due romani Moretti, e Bovo. Quest’ultimo è cresciuto nel vivaio romanista, ed il primo anno di Spalletti, (stagione 2005-2006), si comportò molto bene giocando anche da laterale sinistro, ma poi fu ceduto definitivamente al Palermo che ne riscattò la metà del cartellino.

Bruno Peres, laterale destro di difesa, e a lungo cercato dalla Roma, è rimasto a Torino: meglio così, visto che il brasiliano è bravo ad attaccare, ma pessimo quando bisogna coprire. Un’ottima alternativa al romanista Digne potrebbe essere Molinaro: l’ex giocatore di Juventus e Stoccarda, infatti, potrebbe essere un buon panchinaro. Un altro ottimo elemento è l’attaccante Belotti, una punta completa su cui il presidente Cairo ha investito molti soldi. Non ci sarà Maxi Lopez, che è stato addirittura ricoverato in clinica per un’influenza molto brutta, e ovviamente nemmeno lo sfortunato Immobile. Al loro posto sono stati convocati Candellone, ed Edera, due ragazzi della “primavera” che si accomoderanno in panchina: accanto a Belotti, infatti, dovrebbe esserci Martinez, sempre che Ventura non decida di passare dal solito 3-5-2, ad un prudentissimo 3-5-1-1.

In porta ci sarà Padelli, un portiere che va a corrente alternata, ma che nel 2007 era il secondo portiere del Liverpool che perse la Champions League col Milan per 2-1. Arbitrerà Calvarese, un arbitro molto modesto che, speriamo, non faccia danni, soprattutto nei confronti della Roma, che non ha ancora avuto un rigore a favore nel girone di ritorno, (particolare molto strano), mentre il Torino è la squadra che ne ha avuti più di tutti, dieci. Domani sera, comunque andranno le cose i tifosi granata hanno già ottenuto una loro vittoria personale: lo Stadio Olimpico di Torino cambierà denominazione in “Stadio del Grande Torino”.

GLI ULTIMI PRECEDENTI

L’ultimo pareggio tra Roma e Torino risale alla stagione 1994-’95: finì 1-1 con reti dell’ex romanista Rizzitell, e pareggio di Fonseca. L’ultima vittoria del Torino è avvenuta nella stagione 2006-2007: finì 0-1 con un gol di Muzzi, tifoso della Lazio, ma ex giocatore, e attuale allenatore delle giovanili giallorosse. Lo scorso anno la Roma battè il Torino per 3-0, con reti di Torosidis all’8’, Keita al 27’, e di Ljiac al 58’. La gara fu ricordata perchè Totti non salutò Garcia dopo che questi lo aveva sostituito al 71’ senza motivo: la decisione del tecnico francese tenne banco molti giorni, complice la sosta del campionato per le nazionali, e ricorda in parte le attuali polemiche tra Totti e Spalletti.

Alberto Balestri

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