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Conosce decisamente bene Ricky Massara, stima Gian Piero Gasperini e sa che nella Capitale le divisioni sono all’ordine del giorno fin dai tempi antichi. Walter Sabatini è stato uno dei dirigenti più importanti nella storia giallorossa e ha lavorato con l’attuale direttore sportivo della Roma per quasi dieci anni. Oggi Sabatini è un attento osservatore delle dinamiche di mercato, e non solo: le sue parole a Francesco Balzani su 'La Gazzetta dello Sport':
In questo momento sembra esserci una contrapposizione tra Massara e Gasperini. Che ne pensa? "La contrapposizione esiste da parecchio, mi sembra un fenomeno abbastanza ripetitivo nel calcio di oggi. Succede spesso di lamentarsi in pubblico. Ma quello di Gasperini è anche un modo di essere, di negoziare. Credo sia anche una strategia, non troppo elegante devo ammettere".
C’è il rischio che Gasp possa andare via a fine stagione? "Non credo. Lui comunica così da sempre, lo faceva anche a Bergamo per stimolare l’ambiente. Non penso sia scontento del mercato, fa parte del suo metodo di lavoro. Gasperini ha sempre costruito nel tempo e continuerà a farlo anche con questi atteggiamenti".
Ma possiamo dire che Massara è promosso o no? "Ah, per me non ci sono dubbi. La Roma ha fatto il miglior mercato in Serie A ma se lo dico io poi mi accusano di nepotismo. Massara ha messo su un mercato pensato e coerente che ha sentito le necessità della squadra stessa. La Roma giocava già bene, aveva una sua identità, ma aveva bisogno di una profondità diversa in attacco per avere più soluzioni durante le partite. Oggi il reparto è decisamente più completo e ha giocatori forti fisicamente come Malen e Vaz e con velocità e dribbling come Zaragoza".
Il rischio è che a giugno debba partire qualcuno per i limiti del Fair Play Finanziario. "Spero non Koné. Lui deve essere il futuro del centrocampo: fa reparto, mi ricorda un po’ Nainggolan. Ma di Radja ce n’è uno solo. Un altro che cambia le partite è Wesley, cresce di gara in gara".
In conclusione, questa Roma ora vale la Champions? "Senza dubbio, la rosa lo era anche prima del mercato e Gasperini resta un valore aggiunto. Detto questo per la Roma la Champions deve essere l’obiettivo minimo. Si sta costruendo per il futuro e vedo una speranza importante di poter lottare per lo scudetto".
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