Roma stoppata in campo e rincorsa al veleno. L’attacco alla Lega non si ferma più

Il ceo Fienga sul rinvio di Juventus-Napoli: “Risposta ridicola e governance lacunosa”

di Redazione, @forzaroma

Una cosa è certa: Roma-Napoli è già cominciata. Ma c’è anche qualcosa di più che adesso ribolle davanti ai problemi tecnici della rincorsa Champions: la voglia di non tacere più. In questo clima velenoso, Fonseca – sottolinea Massimo Cecchini su ‘La Gazzetta dello Sport‘ – ora ha messo anche gli arbitri sotto accusaL’avvocato Antonio Conte e Fienga ieri hanno fatto scintille, soprattutto quando c’è stato da scontrarsi coi veronesi che, appellandosi anche al caso Spezia (altro k.o. a tavolino), hanno cercato di far passare la tesi di una reiterata incapacità della Roma, mentre quest’ultima – che aveva chiesto le testimonianze (non accolte) dell’ex team manager Gombar e del funzionario di Lega che aveva dato l’’alert’ – si è domandata perché allora l’ex segretario Longo, tra i protagonisti del caso, sia poi passato al Verona. Il ceo è stato chiaro: “Ci assumiamo la responsabilità, ma è una norma troppo rigida e non gradua le pene tra errore e dolo. Non ci sono stati vantaggi”.

Ma alla ribalta resta lo spostamento di Juve-Napoli. La Roma ha rincarato la dose dopo la risposta della Lega: “Non voglio commentare la replica perché è più ridicola della decisione – ha detto Fienga, non temendo il deferimento -. Ci hanno detto che non necessità di spiegazioni. A mio modo di vedere le uniche motivazioni non sono raccontabili. Nel mirino del club giallorosso c’è la gestione dell’a.d. De Siervo (con cui c’era già stato un duro confronto telefonico) che nell’occasione, secondo la società, avrebbe sfruttato un’‘accondiscendenza disinformata del presidente Dal Pino’. E adesso? Il club è pronto a impugnare lo spostamento, chiedendo di nuovo anche lo slittamento di Roma-Napoli.

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