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Se lo scudetto sembra una questione esclusivamente milanese, la volata per gli altri posti Champions ci riporta indietro nel tempo, tornando a quando Napoli, Juve e Roma lottavano punto a punto per il tricolore. Adesso questi club sembrano destinati a lottare fino alla fine per il terzo e il quarto posto, gli ultimi che promuovono alla Champions. E così - scrive Giovan Battista Olivero su La Gazzetta dello Sport - pur non potendo escludere un calo di chi sta davanti o una sgasata di chi arriva da dietro , l'impressione è che quando si fermerà la musica del campionato due tra Napoli, Juve e Roma riusciranno a posizionarsi sulla sedia della Champions mentre all'esclusa resteranno le lacrime. Mancano ancora quindici giornate, ossia quarantacinque punti potenziali. E bisogna farne tanti. Nelle ultime cinque stagioni il quarto posto è stato conquistato in media a quota 72.
Il mese appena iniziato può lasciare un'impronta molto chiara, sebbene non decisiva. E c'è una squadra che ha l'obbligo di sfruttare il vantaggio di giocare una partita a settimana: la Roma. Da qui al primo marzo (e in attesa degli ottavi di Europa League) gli uomini di Gasperini scenderanno in campo solo quattro volte: due impegni casalinghi abbastanza agevoli (Cagliari e Cremonese) e due scontri diretti (a Napoli e in casa con la Juve). Se a febbraio Gasp cercherà di scattare e Spalletti di tenere il ritmo, Conte dovrà rilanciarsi nella speranza di ritrovare alcuni dei suoi titolari infortunati. Va detto che la Juve è attesa da un mese da incubo: sette partite e gli scontri con Lazio, Atalanta, Inter, Galatasaray (doppio) e Como. Nello stesso arco temporale la Roma giocherà solo con Cagliari, Napoli e Cremonese prima dello scontro diretto.
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