Riecco Strootman, cinque anni intensi d’amore e di lacrime

L’olandese è nel cuore dei tifosi giallorossi. Tre operazioni e una personalità da vendere

di Redazione, @forzaroma

Quando Kevin Strootman è tornato in Italia uno dei principali siti olandesi si è chiesto: “Kevin è in Serie A, ma in una squadra che lotta per non retrocedere. Cosa è andato storto?“. Già, cosa è andato storto nella carriera del centrocampista olandese, scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport,  considerato da ragazzo uno dei più forti d’Europa? La sfortuna.

Quando, nel 2013, Strootman ha lasciato il Psv per la Roma in molti lo immaginavano, nel giro di un paio d’anni, titolare in qualche big di Premier. La Roma se l’è goduto a pieno regime solo 8 mesi, prima che il ginocchio facesse crac e iniziasse un calvario fatto di tre operazioni e infinite lacrime. Le sue, quelle del club e dei tifosi, che lo hanno amato senza riserve anche, se non soprattutto, per questo.

Arrivato a Fiumicino il 16 luglio 2013 poco più che ragazzo, partito direzione Marsiglia da Ciampino il 27 agosto 2018 (per 25 milioni e con una figlia appena nata), nei 1.868 giorni romani ha giocato 131 gare, con 13 gol. Per lui quella di domani sarà la prima da avversario: si emozionerà, ma non sarà niente rispetto a quello che avrebbe provato con i tifosi. Loro lo avrebbero applaudito, lui avrebbe abbandonato l’espressione da duro. Con la malinconia per quello che poteva essere e non è stato.

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