La Champions? A tutti costi, sarebbe il caso di dire. Un’ossessione. Perché il piano del presidente Dan Friedkin per la Roma, pur stretto nel perimetro del Fair play finanziario, non ha concesso nulla all’improvvisazione o a prospettive al ribasso nelle ultime due sessioni di mercato. Dai 30 milioni di euro spesi per Wesley, l’acquisto più azzeccato insieme a quello di Donyell Malen, per il cui riscatto il club ne spenderà a giugno altri 25 (oltre ai 2 per il prestito), il proprietario americano ha chiarito una volta di più le sue intenzioni: punta dritto al bersaglio grosso. Dall’estate scorsa - scrive Alessio D'Urso su 'La Gazzetta dello Sport' - “Mister miliardo” (quanto ha investito finora dal 2020) ne ha portati a Roma dodici di volti nuovi, spendendo oltre 105,6 milioni con un ammontare di stipendi che supera quota 21,3 per un totale (compresi gli altri giocatori in organico già presenti) di quasi 61 milioni a stagione. Aver puntato anche su elementi con prospettiva e margini di miglioramento dalla scorsa estate (lo stesso Wesley, Ghilardi, Ziolkowski e Vaz) assicura alla Roma una continuità e un percorso migliorativo. Ora serve il salto di qualità. Agganciare i ricchi proventi della Champions sarebbe un aiuto di enorme valore, superfluo dirlo, in attesa che prenda forma d’altraparte il nuovo stadio di Pietralata, per il quale la prima pietra verrà posata nel 2027, l’anno del centenario giallorosso. Il motivo dei motivi per realizzare il sogno del calcio d’elite. E un premio ai giocatori, oltre ai bonus già riconosciuti nei contratti, scatterebbe automatico in caso di raggiungimento dell’obiettivo.
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forzaroma rassegna stampa la gazzetta dello sport Friedkin, la Champions a ‘tutti i costi’. E col quarto posto scatta anche il bonus
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