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Una parola magica: ambizione. Che poi, a pensarci bene, racchiude un po' tutto: campionato, a partire da questa sera con la sfida all'Atalanta, mercato, coppe, ma anche a livello individuale abbraccia quella della Roma, della società e dei calciatori. Non Gasperini perché lui è ambizioso di natura. Altrimenti non avrebbe lasciato Bergamo dove per 9 anni è stato qualcosa di molto simile a un re, anche se nell'ultimo periodo i rapporti non erano più quelli di un tempo. Lo scrive Stefano Carina su Il Messaggero. "E' stata una bella storia, ci sarà tempo per ricordarla. E' stato straordinario - spiega -, siamo cresciuti continuamente. Ho cercato di lasciare la squadra più in alto possibile. Sono contento di essere venuto a Roma, in una situazione apparentemente difficile. Conosco i bergamaschi, sarà bello salutarsi e poi ognuno per sé, senza prigionieri". Raspadori è prossimo a sbarcare ma non basta: "Noi abbiamo come obiettivo far diventare la Roma sempre più forte e per farlo bisogna inserire giocatori forti che possano dare un valore aggiunto". Gasp ha le idee chiare: con 9 gare, compresa quella di oggi, entro il 1° febbraio c'è bisogno di rinforzi. Dopo Raspadori sarà il turno di Zirkzee, ma non basta: serve un difensore e probabilmente un centrocampista.
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