La strada per ripartire: “Tamponi e test per tutti”

Casasco, n.1 italiano ed europeo dei medici sportivi: “Ma, prima degli atleti sani, priorità ai cittadini con problemi”

di Redazione, @forzaroma
Pochi giorni fa sono state stilate una serie di raccomandazioni a cui far riferimento per monitorare gli atleti qualora si tornasse all’attività sportiva, che al momento è vietata sino al 13 aprile. Il  dottor Maurizio Casasco, presidente italiano ed europeo dei Medici Sportivi, ne ha parlato a ‘Tuttosport’: “Quando si tornerà ad allenarsi non è di competenza dei medici sportivim ma delle istituzioni. Abbiamo dato delle indicazioni scientifiche sulla base delle consulenze che abbiamo avuto con i massimi esperti del settore nazionale e internazionale, tra i quali il n° 2 della Organizzazione Mondiale della Sanità. Non abbiamo invece dato indicazioni per la sicurezza di spogliatoi, trasferte e altro per rispetto di ciò che dovranno decidere le istituzioni”.
Cosa potrà influire in questo senso? 

Le nuove evidenze scientifiche. Le innovazioni farmacologiche o tecnologiche. L’andamento generale dell’epidemia e il decorso post Covid da parte degli atleti che hanno vissuto e superato il coronavirus. A un mese o sei mesi potrebbero cambiare le risposte del corpo.

Lo screening al momento viaggia prevalentemente coi tamponi che peraltro scarseggiano. Cosa immagina per monitorare la situazione? 

Diciamo in maniera chiara che questa indagine tramite tampone dovrà avere come priorità chi è in prima linea come i medici. Ma a breve sarà disponibile un’altra strada, quella dell’esame sierologico per verificare o meno la presenza degli anticorpi.

Da cosa dipendono i tempi di ripresa oltre che dall’evolversi della pandemia? 

Da molti fattori, ma sarà fondamentale la reperibilità maggiore dei tamponi e a breve dei test sierologici. Ma il contesto generale deve prevedere che l’attuale contagio scenda dal rapporto di una persona a tre a uno-uno o anche poco sotto uno. A quel punto anche la necessità di controlli in senso generale scenderà a livello numerico. Io credo che nel giro di 20 giorni potremmo trovarci nelle condizioni di operare con le due strade di monitoraggio.

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