Roma, un’altra coppa in faccia

Garcia: «Io non mollo,ma ora punterò solo su uomini veri»

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Altro che sole dopo la pioggia. All’Olimpico ieri sera è arrivata in anticipo l’eclissi e ha oscurato del tutto una stagione paradossale scatenando la rabbia della Curva Sud che ha abbandonato il settore in massa dopo solo mezz’ora di gioco con la Fiorentina avanti di 3 gol e una Roma in ginocchio uscita a testa bassa anche dall’Euroleague. Nonostante le belle speranze di Baldissoni nel pre-partita («Ho sensazioni positive, ho visto le facce dei ragazzi decise») i giallorossi si sono sciolti dopo solo 8 minuti quando Cholevas ha atterrato Mati Fernandez permettendo a Rodriguez di segnare lo 0-1 su rigore. La timida reazione dei giallorossi si è spenta dopo l’incredibile papera di Skorupski che ha riportato alla mente l’errore di Goicoechea contro il Cagliari o quello di De Sanctis contro il Sassuolo. Dopo pochi minuti ecco il sigillo di Basanta lasciato saltare solo in area da De Rossi e compagni. L’ennesimo schiaffo di questo 2015 ha fatto scattare il putiferio all’Olimpico. Nella curva rimasta semi-deserta due striscioni: “Mercenari cambiate mestiere” e “Roma si è rotta il c…, a presto!”. Poi il lancio di fumogeni e bomboni col sottofondo di cori minacciosi verso i giocatori e quelli a favore del tecnico (“Vogliamo 11 Garcia”) sostenuto anche con uno striscione nel pre-partita: “Garcia non si tocca, e a chi non sta bene calci in bocca”. Un chiaro invito ai giocatori. Rudi comunque non ha intenzione di dimettersi: «Io non mollo, lotterò fino alla fine e basta. Stasera sono mortificato. La voglia dei giocatori c’era all’inizio, ma paghiamo caro i 4 regali nelle due gare. Ora c’è solo una cosa da fare: salvare il secondo posto e qualificarsi per la Champions per rendere questa stagione accettabile. Saranno 11 battaglie, spetta solo a noi: o moriamo, o alziamo la testa. Io non mollerò fino alla fine. Chi ha l’orgoglio mi segui, chi è troppo debole non mi interessa. Ho visto giocatori spaventati, servirà personalità. Il capo, cioè io, dovrà mostrare l’esempio. Ora siamo soli contro tutti». Il secondo tempo è passato quasi inosservato tra un palo e una traversa di Salah, un paio di conclusioni sbilenche di Iturbe e l’espulsione di Ljajic. Amaro anche De Sanctis: «Non ci si sottrae davanti alle responsabilità e ci sentiamo di averne. Siamo i primi a essere delusi. Ora non c’è voglia di parlare, speravamo potesse essere la gara della svolta ma siamo stati sfortunati e disattenti. Abbiamo 11 partite per riportare i tifosi dalla nostra parte». Se la ride, infine, Montella che ha eliminato di nuovo la Roma (dopo lo 0-2 in coppa Italia): «Il mio tabù contro i giallorossi è finalmente finito».

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy