Roma, la resa dei conti

L’allenatore non riconosce la sua squadra, i giocatori si impegnano ma non riescono ad ottenere buone prestazioni. Il campionato si complica e giovedì c’è l’Europa League: serve una scossa

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

«Inquietante, non riconosco più la mia Roma». L’ottavo pareggio nelle ultime 9 partite di campionato scuote anche Garcia, che forse aveva ritenuto normali quelli ottenuti con Parma, Empoli o Verona. «Ho visto una squadra scarsa, è stato un pareggio brutto, avremmo potuto giocare ore e ore senza segnare. Ci sono sconfitte incoraggianti e pareggi inquietanti: questo è una pareggio inquietante e il punto è addirittura guadagnato. Abbiamo sbagliato tutte le scelte», ha dichiarato il tecnico finalente uscito allo scoperto.

È la resa della Roma che accusa un -11 rispetto alle 26 partite dell’anno scorso e stasera può finire a -11 dalla Juve. Ma lo 0-0 col Chievo mette a serio rischio la zona Champions e ha mostrato i soliti errori: possesso palla sterile, mancanza di schemi offensivi, forma fisica precaria e poco dialogo fra i giocatori. «Bisogna ascoltare e vedere bene i video prima delle partite e spero che in futuro questo servirà di più ai ragazzi – ha denunciato Garcia – Era previsto un pressing alto per tutta la partita, in campo si sono viste scelte differenti. Il terreno secco non ci ha aiutato, ma non ho riconosciuto per niente la mia squadra, e questo è la prima volta che mi succede da quando sono a Roma. Domani dobbiamo dirci la verità ed avere una reazione forte. Abbiamo quattro partite per mostrare un altro viso».

Ma la verità spesso è scomoda e se dovesse uscire (difficile visti i faccia a faccia passati) potrebbe anche portare Garcia a rivedere la sua posizione. Nella squadra, infatti, ci sono elementi che non credono più al progetto del francese. «Spero mi dicano che è troppo brutto per essere vero», ha chiuso speranzoso Rudi. Anche De Sanctis e Nainggolan sembrano rassegnati. «Ci imponiamo di fare qualcosa di più perché quello che stiamo facendo non basta, però non viene fuori la prestazione come la prepariamo e la vorremmo fare. I risultati sono frutto solo di quello che facciamo sul campo. Non ci sono capri espiatori. Se pareggiamo 8 partite non bisogna illudere le persone a vedere avanti e bisogna vedere anche a chi c’è dietro», le parole del portiere. «Ora dobbiamo guardarci le spalle, mancano risultati e gioco», quelle del belga che salterà la gara con la Samp per squalifica.

Prima dell’impegno in campionato c’è però l’andata degli ottavi di Euroleague contro la Fiorentina. L’eventuale terza eliminazione stagionale potrebbe anche anticipare uno scossone, che a questo punto appare difficilmente evitabile e che ieri è stato invocato sui social dai tifosi. E la dirigenza? Baldissoni, che oggi si incontrerà di nuovo con Sabatini e Garcia (col quale ha già parlato ieri sera), aveva illuso nel pre-partita: «Veniamo da risultati importanti in Europa e contro la prima in classifica».

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