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CORRIERE DELLA SERA

Olimpico, l’amico tradito

Redazione
Oggi la Roma torna a giocare in casa: tifosi da riconquistare dopo il ko in Europa

Sogno. Miraggio, Illusione. Obiettivo. Speranza. Si può scegliere di accostare il sostantivo che si vuole, alla Champions League. In fondo vanno bene tutti, pure se apparentemente in contraddizione. Ma una contraddizione perenne, del resto, è questa stagione della Roma. Può essere un bivio, ina partita in casa con il Lecce? La risposta è . Perché se un senso ce l'ha ancora, questo 2025-26, dipende dai tre punti di oggi. Se arrivano, c'è ancora vita sul pianeta Trigoria. Altrimenti, le otto partite successive diventano le prove generali della prossima stagione, come quando a Pasqua vai a testare la cabina dello stabilimento al mare aspettando l'estate. E invece giusto ieri è appena iniziata la primavera. La Roma di oggi - scrive Davide Stoppini su 'Il Corriere della Sera' - ha un paio di compiti da assolvere. Il primo: fare pace con lo stadio Olimpico, con i propri tifosi, quelli che carichi di delusione alla fine della partita con il Bologna hanno fischiato i giocatori.

È il sentimento naturale, dopo una serata carica di passione. Ma poi la Roma deve rispondere alla chiamate della proprietà. Due giorni fa Ryan ha chiesto a Gasperini — e di conseguenza alla squadra — di ritrovare la compattezza necessaria per non mollare il traguardo Champions, che è considerato un obiettivo ancora alla portata. Da quel che accadrà da qui alla fine del campionato, dipenderà anche la Roma della prossima stagione. Stando alla quota Champions citata qualche settimana fa da Gasperini, ovvero i 71-72 punti, la Roma avrebbe bisogno di 7 vittorie nelle ultime 9 partite. Si torna ai sostantivi di cui sopra, vanno bene tutti. Ma oggi conta solo oggi.