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Funziona che quando metti di fronte due allenatori che ordinano alle loro squadre l'intensità e con la manina indicano di andare di là e non di temporeggiare; che quando metti in campo giocatori che amano l’uno contro uno; e che quando ad arbitrare c'è un direttore di gara che non tollera le simulazioni, consente i contatti e, pur sbagliando, non cambia mai metro durante la partita... ecco, quando ci sono tutti questi îngredienti viene fuori un match davvero europeo. L'1-1 lascia aperto il discorso qualificazione in vista del ritorno all’Olimpico di giovedì prossimo. Ed è un risultato giusto - scrive Davide Stoppini su 'Il Corriere della Sera' - a contare il numero di occasioni, anche se la partita l’ha fatta di più il Bologna. Italiano ha cambiato la rotta della sua squadra appoggiandosi a due esterni offensivi, Rowe e Bernardeschi, che hanno mandato in crisi le letture difensive della Roma, soprattutto di un disastroso Celik. La Roma dei primi 45 era stata tutta in un gol fallito da Zaragoza, costantemente in difficoltà. Intorno a un Malen straripante, la Roma ha grattato la partita e ha sfruttato un errore madornale di Joao Mario per costruire il gol del pareggio. Gasp dunque si è rialzato, dopo il ko di Genova. E poi ha trovato il modo di fare polemica ancora una volta con la direzione arbitrale: "Lo stadio ha condizionato in positivo il Bologna, ma sarà difficile che all’Olimpico venga concesso quanto è stato concesso qui".
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