Di sofferenza. In difesa si balla con Santon e Kolarov, e pure Mancini oggi non era al meglio. La coperta viene tirata su da Dzeko e Pellegrini mentre il rigore di ghiaccio e sale di Perotti porta tre punti pesanti a casa
<strong>KLUIVERT 6</strong>
Parte con gentilezze che mal si sposano col clima del match e non sempre capisce le intuizioni di Dzeko. Un po’ come presentarsi a un incontro di boxe con la tutina da pilates. L’olandese si strappa di dosso il fastidioso indumento e quando meno te lo aspetti infila Silvestri sotto la gambe mandando ko le intenzioni guardinghe del Verona. Poi si prende i vaffa di Dzeko, in alcuni casi giustificati dall’eccessiva voglia di mostrare numeri da circo non richiesti. Da un recupero a perdifiato arriva uno strano infortunio. Poteva pensare di più, anche in questo caso. Il gol lo salva da sicura insufficienza. (34’pt Perotti 7: entra in tempo per caricarsi un rigore pesante sulle spalle dopo qualche minuto di giri a vuoto. Lo segna di ghiaccio, e piange sale. Poi regala a Mkhitaryan il colpo del ko Bentornato davvero Monito).
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