La forza di reagire dopo un primo tempo d’apatia. Questo hanno messo in campo Salah, Dzeko e Palmieri. Questo fa la Roma che ha scoperto positivamente Peres e benedetto il cambio ElShaarawy-Perotti. Sugli scudi però si stampa la bella faccia di Paredes, altroché gatto

<strong>PERES 6,5</strong>

Parte come un Frecciarossa, poi tira il freno per garantirsi lo sprint finale. Il brasiliano ha spiccate doti offensive ma come tutti (o quasi) i terzini di scuola carioca sa interpretare bene le due fasi. Vuole dimostrarlo e dopo un inizio all’arrembaggio si piazza dietro per occuparsi di Hallfredsson e Adnan. Si riaffaccia al 40’ mettendo sulla testa di Dzeko un bel pallone e nella ripresa per poco non bagna l’esordio con un autogol procurato. Non giocava a 4 dai tempi del Santos, ma il ruolo lo conosce bene. Chi si chiedeva: cosa ci fa la Roma con Peres? Avrà avuto una prima risposta.

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