Carattere e sudore. La Roma si appoggia sulle spalle solide di Abraham, sui piedi elegiaci di Mkhitaryan e sulle infilate di Veretout. A centrocampo si fatica e il rosso di Zaniolo non è un caso. Dietro Ibanez da Die Hard, bene anche Rui Patricio

<strong>MOURINHO 7</strong>

L’Olimpico ruggisce il suo nome, con tale forza da fra sgranare gli occhi anche all’uomo che tutto ha vinto. La Roma parte con entusiasmo ma poi arretra il baricentro di centrocampo prima di mostrare la semplicità della verticalità. Che permette ad Abraham di cancellare la nostalgia delle vedove di Dzeko e alla Roma di prendersi vantaggio numerico e di gol. C’è da registrare qualcosa a centrocampo, magari con l’aiuto di Friedkin e Pinto. Non sarà ancora Special Roma, ma il carattere c’è. Ed è già speciale così.

abraham AS Roma v ACF Fiorentina - Serie A

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