Ancora tre punti, stavolta tutti firmati Mkhitaryan. L’armeno costruisce, stupisce, esulta. In difesa il più attento è Mancini mentre Veretout e Pellegrini formano ormai una coppia consapevole. Da rivedere Mayoral.
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<strong>MKHITARYAN 8</strong>
Personalità e classe che in un campionato così brillano come le lucciole in una sera di giugno. L’armeno sembra uno di quei giocatori di scacchi dell’Est: sa sempre come muovere la sua pedina per dare profondità senza mettere in pericolo la Regina. E piazza la prima mossa al minuto più duro, l’ultimo del primo tempo con un colpo di testa beffardo. Poi attende, incassa e rilancia mangiandosi la Regina quando il Genoa sembrava sicuro di farcela. Quello al Re arriva a 5’ dalla fine. Una giornata memorabile per un professionista esemplare. Il resto della partita a scacchi? Si mette in proprio dopo 4 minuti ignorando Mayoral al centro, si ripete al 20’ ma stavolta l’effetto è decisamente più bello per gli occhi: parata di Perin e palla sulla traversa. A fine primo tempo recapita con Amazon Prime un regalo che Mayoral maltratta.
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