Chievo-Roma 0-0 LE PAGELLE Cole alla Mr. Bean. Gervinho e Iturbe: zeru tiri. Keita resta in pantofole

Oggi in affanno anche Nainggolan. Florenzi come al solito sacrificato. La strada per la Champions si fa in salita

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

La mediocrità vince ancora mentre la Roma centra l’ennesimo pareggio di un 2015 orribile. Nel solito film grigio si salvano a malapena De Sanctis e Ljajic. Gara triste di Paredes, Gervinho e Iturbe. Oggi in affanno anche Nainggolan e Keita. Florenzi come al solito sacrificato. La strada per la Champions si fa in salita.

DE SANCTIS 6: Sempre incerto quando prova a impostare, ma decisivo dopo otto minuti in uscita bassa su Pellissier quando salva con le unghie. Attento anche sui colpi da fuori dei giocatori del Chievo.

 

FLORENZI 5,5: Pochi blitz in attacco, qualche svarione in difesa e la costante sensazione che il suo ruolo sia un altro. Chissà perché qualcuno non abbia avuto questa sensazione a gennaio quando anziché prendere Spolli poteva essere preso un terzino. Non fa mai mancare litri di sudore, inutili però.

 

MANOLAS 5: Paloschi lo sovrasta di testa anche se i centimetri di differenza porterebbero a pensare il contrario. Ma non è solo l’elevazione dell’ex-milanista a mettere in difficoltà il greco che buca anche centralmente su Birsa.

 

ASTORI 5: Errori madornali non ne commette, così come non ne commette Danienelli. Il livello oggi è quello, e allora ci si chiede: vale la pena spendere 7 milioni per lui? Nullo in fase di impostazione, in affanno in quella di ripiegamento. Nella convivenza con Manolas c’è un silenzio assordante. Si riabilita in parte nel finale con un intervento risolutivo su un contropiede del Chievo.

 

COLE 4,5: Parte con errore alla Mr.Bean che spiana la strada a Pellissier, poi solo l’ombra scolorita del gran terzino che fu sprecando anche un pallone in area nella ripresa quando prova timidamente a farsi vedere di più davanti. Svapato, demotivato. In questo campionato gli scarti della Premier hanno fatto spesso la differenza, lui mai.

 

PAREDES 5: Una delle rare opportunità per stupire dal primo minuto. Non è solo colpa sua se sembra sprecata. L’ex Boca parte con la solita garra, ma col passare dei minuti si adegua al clima da thè sul divano dei compagni e perde il duello con Birsa. (60’ Verde 5,5: un Iturbe con l’accento napoletano: voglia, corsa e zero tiri)

 

NAINGGOLAN 5: Entra suo malgrado nell’episodio più pulp dell’anno con Mattiello, ma il resto della partita è da film del pomeriggio su rete 4. Si sarà rotto le palle pure lui di correre a vuoto. Stavolta non prova neanche la botta da fuori. Salterà la Samp per squalifica.

 

KEITA 5,5: Con lui o De Rossi cambia poco, è proprio il ruolo così schiacciato davanti alla difesa a mettere in ombra il regista di turno. Il maliano non solo manca in fase di impostazione, ma toglie anche lo schermo protettivo che di solito garantisce De Rossi. Professore di sofismi.

 

ITURBE 5: Ha tante doti e il difetto di volerle mostrare tutte insieme. Spreca in avvio un bel pallone di Gervinho, ricambia il favore a fine primo tempo e per il resto della partita cerca in tutti i modi la giocata sblocca partita, con un’insistenza esagerata che lo porta a sbagliare di tutto. (79’ Pjanic ng)

 

TOTTI 5,5: Ora ripartirà la caccia al capro espiatorio più famoso, ma se rivedete con attenzione la partita vi accorgerete che le uniche azioni non improvvisate della Roma partono o arrivano sui suoi piedi. Garcia si riaggrappa di nuovo alla maglia numero dieci del capitano, che a quasi 39 anni fa molto di più di quello che può. Recuperi difensivi compresi. (59’ Ljajic 6: nel grigiore è l’unico che ci mette un po’ di colore, anche se toppa l’ultimo contropiede. E allora perché tenerlo in panchina?)

 

GERVINHO 5: La sbornia da coppa d’Africa sembrava passata. L’ivoriano nei primi minuti è meno apatico, ha più verve ma sbaglia anche gli appoggi più elementari e a 5 dalla fine del primo tempo manda fuori di un niente. Poi torna il dolce suono del Bongo, il tepore del sole africano e Gervinho torna a rimpiangere i tempi in Guinea perdendosi nel vuoto. Garcia lo toglie? Ma figuriamoci…

 

GARCIA 4,5: Per improvvisare senza un copione o sei un fenomeno o rischi l’ennesima figura barbina. La Roma del francese ogni domenica cala di intensità, di gioco, di alternative, di occasioni (zero stavolta). Anche oggi dose extra di caffè per non rischiare lo svenimento davanti alla tv, poi i cambi della disperazione e un anomalo e anonimo 4-2-4. I tre punti li meritava il Chievo. Potrà dire che la sua Roma non perde mai, ma continuando così rischia anche il terzo posto.

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