Champions League, Manchester City-Roma 1-1 LE PAGELLE Totti, cucchiaio da leggenda. Nainggolan in versione Kill Bill. Mbiwa è ebano puro

I giallorossi continuano la loro marcia in Champions League con un pareggio importantissimo e meritato, lasciandosi il City tre punti dietro in classifica.

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

La Roma esce da Manchester a testa altissima, con   , e con un record firmato Francesco Totti. Il capitano è stato immenso all’Etihad e ha illuminato una squadra di nervi e carattere forgiata dalla classe di Keita, dai muscoli di Nainggolan e Mbiwa, dalla calma di Cole, Pjanic e Manolas, dal fiato di Florenzi e Gervinho. Bravo anche Skorupski all’esordio europeo.

SKORUPSKI 6,5: Si ritrova catapultato all’Etihad. La presenza ce l’ha, ma urla meno di De Sanctis e almeno all’inizio la difesa si ritrova spaesata. E’ attento quando è chiamato in causa (poco) come sul tiro di Lampard al 66’ e sul cross basso di Silva. Non era facile.   

MAICON 6: Questo stadio gli porta proprio male. Dopo tre minuti appena strattona senza senso Aguero in area (rosso risparmiato da Kuipers). Cerca di rifarsi al 5’ ma il suo destro finisce maledettamente sul palo facendo imprecare anche i santi, poi finisce in fuorigioco di due centimetri. Roba che butterebbe giù un elefante, non Maicon. Dalla sua fascia arrivano i pericoli maggiori. Esce stordito. (88’ Torosidis ng)   

MANOLAS 7: Aguero non è Nenè o Tavano, ma Manolas è sempre Manolas. E’ il prototipo 2.0 di Achille, senza il tallone. Nei combattimenti contro El Kun usa fisico e anticipo e non sbanda mai. La musica non cambia quando dalle sue parti si fa vedere Jovetic. Ed è pure fortunato quando Kuipers fa finta di non vedere il suo fallo di mano in area.

MBIWA 7: Molesta Dzeko tanto che il bosniaco a un certo punto sembra chiamare Scotland Yard. Usa addominali e pettorali e quando l’equilibrio non lo assiste ricorre a spazzate salutari. Al 60’ ci mette piede e faccia in area per frenare Fernandinho. Recupero prodigioso. E’ il quarto centrale della rosa, non sembra.

COLE 6,5: Conosce bene questo prato, questo calcio e dopo un po’ di blocco iniziale riprende confidenza e prova ad arginare con l’esperienza i guizzi di Silva e Aguero.  Non è straripante, ma è diligente, tiene sempre la posizione e risulta determinante nell’assalto finale del City. E forse oggi serviva anche questa normalità, questa esperienza.

NAINGGOLAN 7: Al cospetto di un gigante come Tourè non arretra di un centimetro e anzi sfodera il suo ghigno migliore e la spada da Ninja con la quale affetta campo e avversari neanche fosse l’eroina di Kill Bill. Tra le perle del belga l’assist geniale per Totti e una serie di recuperi in scivolate in perfetto stile inglese.

KEITA 7: Stavolta il professore oltre a sciorinare formule, fa vedere anche il suo lato cattivo. Sembra il Mr. Cocodrile Dunde di colore, e nel suo lazo finiscono senza pietà gli alligatori del City. Nella ripresa il confronto con Lampard è romantico, ma lui non si lascia intimorire. Fosforo e muscoli, anche in difesa.

PJANIC 6,5: Sangue freddo e tocchi morbidi, si cala perfettamente nell’atmosfera grunge di Manchester. Il bosniaco è il barometro del gioco giallorosso, alza la temperatura solo quando serve mentre quando c’è da mettere in ghiaccio la partita usa tutti i cubetti che ha disposizione. Va vicino anche al gol in tre occasioni: una facile facile, una solo facile, l’altra per poco non fa crollare l’Etihad. Cala nel finale commettendo anche alcune leggerezze.

FLORENZI 6,5: Da Crotone a Manchester, ne è passata di strada sotto i piedi Sandrino. Ma lui continua a correre, a pressare, a cercare di non buttare mai via un pallone. Prova di grande sacrificio ed equilibrio tattico che ne limita l’incisività in attacco, ma aiuta i compagni nelle retrovie a limitare il City. Sin troppo generoso quando anziché calciare a rete serve in mezzo Pjanic al 50’.  (82’ Cholevas ng: dà fiato e muscoli, ma si perde Clichy che per poco non fa piangere la Roma)

TOTTI 8: Artista, perchè rende questo sport un quadro. Genio, perché ogni giocata nasconde l’ingegno. Campione perché si prende un altro record da leggenda e fa capire che in fondo l’amore non ha davvero età.  The King of Rome is the best, e ora gli inglesi facessero un altro tweet. Si presenta con un brillante per Maicon che si scaglia sulla traversa, poi il pallonetto ad Hart che entra nella sua galleria delle meraviglie. Apre la ripresa con una bordata di poco a lato e un assist mal sfruttato da Florenzi. Esce tra applausi e (invidiosi) fischi. (72’ Iturbe 6: torna in campo col piglio di quello che non ne è mai uscito e nel momento peggiore del match)

GERVINHO 6,5: Sul prato inglese schizza come un cobra, ma gli manca il morso velenoso in grado di stendere il Manchester. Resta un pericolo costante e a fine primo tempo scalda i guanti di Hart con un destro che finisce in angolo. Nella ripresa viene innescato con meno continuità, ma conserva come meglio può la palla facendo scorrere i minuti.

GARCIA 7: L’impatto è terribile, ma questa Roma non ha paura di nulla. Si rialza, prende in mano il gioco e a larghi tratti tiene il campo di fronte ai campioni d’Inghilterra. Tra tanti infortunati e molta stanchezza mette in campo una Roma degna, anzi degnissima della Champions. Nel finale quella stanchezza si fa sentire come un macigno. Qualcuno avrà ancora il coraggio di dire che il francese fa bene solo nelle partite facili?

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