Manolas da eroe a ex non rimpianto: ha fatto di tutto per sfidare la “sua” Roma

Il centrale ha voluto esserci a tutti i costi all’Olimpico, lo stadio che gli ha regalato la notte più bella della vita

di Redazione, @forzaroma

All’Olimpico non ci saranno i tifosi, che probabilmente l’avrebbero fischiato. Perché Kostas Manolas con il gol al Barcellona ha scritto senza dubbio una delle pagine più belle della storia della Roma, ma il suo addio per il Napoli ha attirato non poche antipatie. Stavolta in quello stadio ci tornerà, ma da avversario, dopo averlo già fatto nel novembre 2019. In quell’occasione fu fischiato da tutto lo stadio alla lettura delle formazioni e a ogni tocco di palla. E per esserci domani sera (Gattuso l’ha provato titolare al fianco di Koulibaly) ha fatto di tutto.

L’infortunio alla caviglia l’ha tenuto fuori per tutto l’ultimo mese. Solo quattro minuti contro il Sassuolo: abbastanza per diventare tragici, visto che al Mapei ha regalato al 95′ il rigore poi trasformato da Caputo. Una giocata che ha fatto capire a Gattuso che fosse ancora in ritardo di condizione. Da qui la nuova assenza con il Milan. Ma nel suo calendario personale la partita con la Roma era cerchiata: quello giallorosso è il club in cui ha più presenze (206) e quella dove ha segnato più gol. Uno, quello del 3-0 al Barça in Champions, gli ha regalato la notte più bella della sua vita.

La sua partenza a Roma credevano che l’avrebbero accusata di più, soprattutto da un punto di vista tecnico. Ma l’exploit di Smalling la scorsa stagione (che l’ha sostituito anche sui santini-meme “ovunque proteggici” tanto virali sui social”), la scoperta di Ibanez e la consacrazione di Mancini l’hanno fatto dimenticare in fretta.

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