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Periodo complicato per la Lazio, che ha vissuto un mercato controverso che ha attirato diverse critiche. In particolare il caso Romagnoli, che però avrà degli strascichi addirittura anche a livello legale. È quanto ha raccontato il ds biancoceleste Fabiani in conferenza stampa: "Ne ho sentite di tutti i colori, mi riserverò di agire per vie legali per difendere la Lazio e i suoi tifosi. Ogni singolo tifoso deve avere la percezione che ci sono dei professionisti che operano giorno e notte, poi se ci riusciamo o no lo dirà il futuro. Io devo ringraziare Romagnoli, in tutta la vicenda è stato l'unico ad aver usato il buon senso. Ho la convinzione che ha rifiutato il trasferimento, se ha rinunciato per principio gli fa ancora più onore. Ma coloro che si sono messi in mezzo alla vicenda non si sono comportati bene perché hanno mentito a Romagnoli. Questi signori, compreso Raiola, dovranno spiegare davanti al magistrato se erano al corrente o meno di condizioni che loro ci hanno imposto. Posso dimostrare tramite messaggi e mail".
Fabiani al veleno insomma, che risponde direttamente a Enzo Raiola, agente di Romagnoli, che ha raccontato alcuni giorni fa l'impossibilità di chiudere la cessione del giocatore perché a quell'ora a Formello "non c'era nessuno". Il ds continua così: "Loro sono solo arroganti e ignoranti che dicono che alle ore 20 non c'era nessuno. Mi vergogno di non essere stato all'ospedale per mio nipote (operato per un brutto male, ndr), quindi mi assumo le responsabilità di ciò. La Lazio non è la vigna dei cogl.oni, con me questi personaggi non passano. Qui bisogna essere coerenti tutti: Lotito, Fabiani, Sarri, calciatori, medici, inservienti. Qui non bisogna mettersi la giacca con lo stemma della Lazio e basta, ma mettersi in testa che la Lazio è di tutti. Se volete vi faccio vedere i contratti di Romagnoli firmati. Avevo fatto una forzatura andando anche contro il comunicato, mi prendo io la responsabilità. Se l’operazione non è andata in porto non è colpa di qualcuno, ne risponderanno davanti a un magistrato. Il tempo dei telegrafi e dei fax è finito, bastava una firma. Gli fa onore a Romagnoli, non c’è stata nessuna scazzottata, ci sono sorrisi, si divertono. Questa vicenda fa onore solo a Romagnoli. Ci sono prove documentate dell’addio, lui per principio non ha accettato il trasferimento per tre stipendi. Non gliel’ho imposto. Vecino ad esempio è andato via e ha preso fino all’ultimo giorno. Chi stava facendo l’operazione, non noi, ci dice che quello che rinuncia qui lo prende dall’altra parte. Speriamo che mi stia sentendo Raiola, da un milione e mezzo di prestito lo porto a un milione, significa che avete parlato con Romagnoli e non gli avete detto nulla, avete sbagliato voi".
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