Ieri Nicolò ha festeggiato l'anno da quell'esordio indimenticabile al Bernabeu contro il Real. Sono passati 365 giorni, fatti di alti e bassi, che hanno però portato il numero 22 a diventare il presente e il futuro dei giallorossi

Ottobre – L’attesa e i primi errori

La rampa di lancio non è stata un tuffo nel vuoto per Zaniolo. Dopo l’esordio con il Real Madrid, complici le difficoltà della squadra, Di Francesco ha centellinato le sue presenze. A ottobre Nicolò gioca solo 16 minuti contro il Viktoria Plzen. Uno scampolo di gara a match ormai archiviato. Da quel giorno la sua routine è solo lavoro e panchina. In mezzo c’è però l’esordio nell’Under 21. Di Biagio lo chiama per la prima volta per le sfide contro Belgio e Tunisia. Il 20 ottobre si gioca Roma-Spal e Zaniolo resta a guardare per tutta la partita. I giallorossi perderanno 2-0 e nei giorni successivi verrà svelato un retroscena: Zaniolo, con Under e Luca Pellegrini, fa ritardo alla riunione prepartita facendo infuriare Di Francesco, che poi tuonerà durissimo “qui non ti puoi permettere passi falsi. Chi non regge questo atteggiamento alla lunga è out, con me non giocherà più”.

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