Transformer-Zaniolo: da mezzala a esterno, ora è più vicino alla porta. E se fosse lui il vice-Dzeko?

Transformer-Zaniolo: da mezzala a esterno, ora è più vicino alla porta. E se fosse lui il vice-Dzeko?

Era arrivato per fare il centrocampista, ma con Di Francesco e Ranieri ha giocato sulla fascia o trequartista. E anche Mancini si sta convincendo. Fonseca studia le alternative

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

“Franco, Zaniolo lo farei giocare centravanti come Mertens. Può fare una valanga di gol”. È andata più o meno così una delle prime chiacchierate londinesi tra Baldini e Maurizio Sarri. L’attuale allenatore della Juventus un anno fa era già convinto di lasciare il Chelsea a fine stagione e il braccio destro di Pallotta aveva fiutato la possibilità di portarlo alla Roma. E parlandone, Sarri aveva puntato l’attenzione su Nicolò, che tanto gli era piaciuto nei primi sprazzi romanisti. Con un progetto già chiaro in testa: così come aveva fatto con il belga nel Napoli, voleva trasformarlo da esterno ad attaccante. A guardare ieri la partita dell’Italia contro l’Armenia chissà che questa idea non sia diventata più convincente anche agli occhi di Fonseca. Zaniolo è arrivato per diventare la mezzala del futuro – e non è ancora escluso che lo diventi – ma la sua capacità di segnare adesso rende difficile spostarlo più indietro.

DA DOPPIETTA… A DOPPIETTA – L’esplosione è arrivata con i due gol al Porto negli ottavi di finale di Champions League. Giocava largo a destra nel 4-3-3 dell’ultimo Di Francesco visto che Under era fuori per infortunio e Kluivert ancora non convinceva. Il feeling con Dzeko era evidente e da quel momento a centrocampo non ha mai più giocato. Il bosniaco cercava una spalla dall’addio di Salah e Under ed El Shaarawy avevano colmato solo in parte quel vuoto. Zaniolo è diventato improvvisamente l’uomo perfetto, tanto da segnare 11 gol in 52 partite a poco più di vent’anni. Con l’Armenia un’altra doppietta – la prima in Nazionale – che l’ha reso il più giovane romanista a riuscirci. E pensare che Mancini un giorno prima aveva parlato di lui dicendo: “Per me è un centrocampista”. È vero che ieri un gol arriva da esterno offensivo e uno da mezzala, ma lo è altrettanto che per allontanare dalla porta uno che segna così tanto ci vuole molto coraggio.

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VICE-DZEKO? – È per questo che non sembra utopia l’idea di vederlo in qualche occasione al posto di Dzeko al centro dell’attacco della Roma. Kalinic tra ritardo di condizione e infortunio al perone ha avuto poche chance. Così Petrachi ha iniziato a guardarsi intorno e in orbita giallorossa è entrato il nome di Moise Kean. Guarda caso il migliore amico di Zaniolo. L’attaccante però è arrivato quest’estate all’Everton per 30 milioni e gli inglesi non sono disposti a una minusvalenza clamorosa. Una situazione che potrebbe spingere Petrachi e Fonseca a risolvere l’emergenza centravanti così come è stata risolta quella del mediano: adattando il più duttile della rosa. Con Mancini accanto a Veretout ha funzionato alla grande, con Zaniolo potrebbe essere la stessa cosa. Anche perché Under e Perotti sono tornati, Mkhitaryan e Pellegrini lo faranno col Brescia e Kluivert ha dato segnali rassicuranti: un’abbondanza inedita sulla trequarti che incoraggerebbe qualche novità. E che permetterebbe, finalmente, anche a Dzeko di respirare.

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