Il presidente del Milan mise gli occhi sul capitano giallorosso ben prima che la Roma decise di portarlo a Trigoria. Tanti i tentativi nel corso degli anni, sempre la stessa risposta finale: “No, grazie”. Un amore di famiglia condiviso con il figlio Piersilvio, compagno di lunga data di Silvia Toffanin, grande amica di Ilary
Il rapporto con Silvio
Il rapporto di stima tra Totti e Berlusconi, però, resta intatto nonostante i diversi ‘no’ che il capitano giallorosso ha rifilato nel corso degli anni al Milan. Non è un caso, quindi, che il numero uno rossonero sia uno dei primi a fare visita al capitano della Roma in quel di Villa Stuart dopo l’infortunio alla caviglia sinistra che, nel 2006, ha rischiato di mettere a rischio la carriera di Totti. «È un patrimonio d'Italia – afferma Berlusconi lasciando la clinica romana –. Questi giocatori, specialmente quelli più tecnici come Francesco, vanno tutelati maggiormente».
Nel 2008 la stima tra i due sembra scricchiolare quando Totti decide di appoggiare la candidatura a sindaco di Roma di Francesco Rutelli. La replica di Berlusconi non si fa attendere: «Se per la corsa al Campidoglio appoggia il PD non ci sta con la testa». Apriti cielo: nella Capitale non si parla d’altro. E così ecco la pronta retromarcia del presidente milanista: «Totti è un grande campione, una bandiera della sua squadra. È stato strumentalizzato dalla sinistra. Gli ho sempre voluto bene, del resto anche la moglie lavora a Mediaset».
Passano 6 anni dal piccolo screzio quando Silvio Berlusconi si trova in un ristorante a due passi da Trigoria. A dicembre 2014 il numero uno del Milan viene infatti raggiunto da un uomo di fiducia di capitan Totti che gli consegna una sua maglietta autografata. Un omaggio senz’altro gradito da un personaggio che ormai si è arreso a vivere un amore esclusivamente platonico.
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