Il presidente del Milan mise gli occhi sul capitano giallorosso ben prima che la Roma decise di portarlo a Trigoria. Tanti i tentativi nel corso degli anni, sempre la stessa risposta finale: “No, grazie”. Un amore di famiglia condiviso con il figlio Piersilvio, compagno di lunga data di Silvia Toffanin, grande amica di Ilary

Il lungo corteggiamento

Passano cinque anni e Berlusconi ci riprova. È il 1993 quando il presidente rossonero propone alla Roma uno scambio tra un Totti 16enne e il campione olandese Ruud Gullit. Per l’esordio a Brescia ancora mancano un paio di mesi, ma il Milan non ha dimenticato quel ragazzino che aveva adocchiato in passato. Ciarrapico – l’allora numero uno giallorosso – tentennò, ma il ds Mascetti non si fece abbindolare: Totti resta a Roma mentre Gullit si avvia verso la Sampdoria.

Ma non è finita qua. La carriera di Totti in maglia giallorossa è praticamente all’apice quando, nel 2003, tornano a suonare le sirene rossonere. Dopo una complicata stagione romanista (conclusa con una finale di Coppa Italia persa a San Siro), il numero 10 confessa a qualche milanista che c’è la possibilità di poter diventare un loro compagno a partire dal campionato successivo. Pochi giorni dopo, dal ritiro della Nazionale, arrivano le parole che gelano Roma: «Berlusconi poteva essere il mio presidente anni fa, e chissà che non lo sia in futuro...». Brividi lungo la schiena, lunghi ed intensi, che si sono ripresentati anche nel 2005: i giallorossi hanno rischiato di scendere in B e il Milan prova per l’ultima volta a mettere le mani sul cartellino del campione. Niente da fare: la lunga storia d’amore tra Totti e la Roma resiste anche alle ultime lusinghe rossonere. È il cuore a vincere, ancora una volta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti