Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di SkySport dopo la vittoria contro il Pisa. Queste le sue parole:

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Gasperini: “In estate volevo attaccanti e non sono arrivati. Malen? Botta di fortuna”
Ha avuto risposte sulla reazione della squadra, è soddisfatto? "Indubbiamente sì, la partita si è messa bene da subito dopo 3'. Non sono mai facili le partite di Serie A, magari lo possono diventare. Abbiamo giocato con attenzione, i ragazzi hanno avuto un'ottima reazione e non era facile. Il secondo tempo di Milano aveva lasciato amarezza, ma siamo lì. Questi sono tre punti molto buoni per la nostra classifica".
Dopo le dichiarazioni di Ranieri, che ha parlato anche dell'Atalanta e dei giovani, quale è il punto d'incontro in chiave futura? "Sull'Atalanta sarebbe meglio non pronunciarsi, ha fatto qualcosa di straordinario sui giovani e sui meno giovani. Ha fatto risultati con una squadra competitiva da subito. Con Ranieri ci si vedrà la prossima settimana, non ci sono mai stati screzi con lui. Che effetto mi fanno le sue dichiarazioni? Sono contento del 3-0 stasera, è una bella classifica. Domani e dopodomani vediamo, dovremmo tifare certamente per Atalanta e Inter. Vediamo che succede, è una bella vittoria".
Quale è il suo rapporto con Ranieri? "Non ce la fate a riprendermi, dopo il dribbling che ho fatto prima. Neanche facendo fallo. Sono attento alla prestazione e alla partita, siamo a 6 gare dalla fine ed è un momento delicato per tutti".
Malen va aggiunto alla lista dei giocatori da lei migliorati, considerando che non è mai stato un 9 del genere? "Solo per le squadre in cui ha giocato Malen era già un giocatore di valore da anni. Quando vai in quelle società così giovane è perché ha dei mezzi. Il ruolo è stato un fattore determinante per convincere Malen nel venire a Roma, voleva giocare in quel ruolo e faticava a trovare squadre dove lo impiegavano in quel modo. Questa è stata sicuramente una motivazione forte ed è andata bene ed entrambi, soprattutto per merito suo. Mi è capitato in carriera, penso a De Ketelaere. Sono giocatori forti, ma non invento niente: cerco di tirare fuori il loro meglio che poi, con giocatori di livello, emerge".
Vuole ribadire qualcosa per chiudere? "Sono anche molto contento di Pisilli e degli altri, di Cristante e Mancini e di tanti altri giocatori che vedo bene. Hermoso, anche quelli meno giovani e non solo quelli giovanissimi".
GASPERINI A DAZN
Oggi serviva una reazione dopo San Siro. È quella che si aspettava? Soulé ha detto che alla Champions ci crede e come... "È sempre stato così, da inizio anno. È un obiettivo che ci siamo posti noi, forse superiore a ciò che diceva la critica. Molto per soddisfazione nostra, ce la stiamo mettendo tutta. È chiaro che economicamente è un obiettivo che dà vantaggi alla società. A volte ti poni obiettivi più alti di quelli che pensi e riesci a raggiungerli".
Dopo 8 mesi di Roma, il percorso che ha fatto all'Atalanta può farlo anche qui? "Sono soddisfatto dell'impatto che ho avuto con squadra e giocatori. Chi gioca un po' meno non può essere felicissimo ma hanno giocato tutti. L'impatto con la squadra è stato notevole e cerchiamo di chiuderlo in queste partite".
Si aspettava le parole di Ranieri nel pre-partita? "Ora mancano 6 giornate alla fine, ci sono delle priorità. Posso dire che non bisogna fare molto riferimento all'Atalanta. Non era una squadra composta solo da giovani, era una squadra forte che il primo anno è arrivata quarta ma i posti in Champions erano 3. Io ritengo che bisogna fare delle squadre forti, a maggior ragione in piazze come Roma. La mia idea è sempre stata questa".
Cosa l'ha stupita di più di Malen? Quali sono le sue qualità? "Non si può sapere l'impatto che avrebbe avuto, ma io ero straconvinto e sicuro che avesse le caratteristiche giuste per fare quel ruolo. I centravanti possono avere caratteristiche completamente diverse. Che lui avesse qualità per emergere in quel ruolo non ho avuto dubbi. Ed è il motivo per cui forse ha accettato di trasferirsi alla Roma a gennaio".
Che giocatori recupereranno? Su Pellegrini. "Questa è una brutta tegola, sta attraversando un buon momento. Anche stasera è stato sfortunato sulla traversa, ancor di più sull'infortunio. Un calciatore gli ha calciato il piede causandogli un'elongazione sulla gamba. Non sembra grave ma bisognerà vedere nei prossimi giorni. Spero di recuperare Wesley, Koné e Mancini. Peccato per l'uscita di Pellegrini. C'è sempre il punto interrogativo su Dybala ma per sabato non sarà facile".
GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA
Ranieri ha detto che avete scelto i giocatori insieme e ha approvato tutti i giocatori. "Io non mi lamento dei giocatori. Io ho lasciato libera scelta sui giocatori che non conoscevo, ho indicato due giocatori importanti e ne è arrivato uno. Per me era determinante lavorare sugli attaccanti, perché perdevamo Shomurodov e non pensavo perdessimo Saelemaekers. Per me era prioritario, il resto andava bene. Il punto fondamentale era lavorare sull'attacco, non c'è stata mai una contrapposizione. E ho sempre picchiato anche con voi sulla necessità di lavorare lì davanti e alzare il livello. Poi purtroppo non è andata così, ci sono state difficoltà enormi e questo è stato il motivo. Io con Ranieri non ho mai avuto problemi, mai neanche uno screzio, anzi condividevamo questa necessità".
Tre allenatori prima di lei hanno rifiutato di venire alla Roma: lo sapeva? "Sono cose normali, le società pensano alla lista dei loro allenatori. Non lo sapevo ma va bene, io sono contento della scelta che ho fatto".
Oggi il migliore in campo è stato un giocatore che lei ha fortemente voluto. Ne ha indicati altri alla Malen? "Io ho sempre indicato dei ruoli nelle mie squadre, saltuariamente dei giocatori, solo perché ero fortemente convinto, se era possibile prenderlo. In ogni società ho sempre indicato i ruoli, su Malen come su qualcun altro no. Io non faccio scouting o vado all'estero a vedere le partite, ogni tanto ho delle soffiate che mi aiutano. Questo di Malen è stato un colpo di fortuna, non frutto di organizzazione da parte mia. La situazione si è creata ed è andata in porto nel giro di 24 ore. Malen è straordinario. Il problema era capire se poteva giocare attaccante centrale, cosa che lui desiderava e che per me era il suo ruolo. Di questo sì, sono convinto di averci azzeccato, ma il merito è suo che ha caratteristiche straordinarie. Altre volte è stato impiegato più defilato, ma lui ha questo spunto, la capacità di controllare palla. Abbiamo fatto l'amichevole in estate, dal vivo hai una percezione diversa dei giocatori, di quanto può essere rapido, del primo controllo, di come calcia. Ma io non immaginavo che lui andasse via dall'Aston Villa fino a due giorni prima di prenderlo".
Come si esce da questa situazione? Siete due binari diversi. "Ma non scherzate (ride, ndr)! Io ho un solo binario, che va dritto. Una monorotaia. Ho sei partite da giocare, con questo gruppo e questa squadra, a cominciare da sabato con l'Atalanta che è fortissima, nella rosa, come squadreae come mentalità. Ma noi siamo tosti, arriviamo mal che vada un punto davanti e per me è un grande risultato. Ho lasciato una squadra terza in classifica in Champions, che con le cessioni di Lookman, Retegui e Ruggeri ha fatto un bel fortino, con gli introiti della Champions altrettanto, che ha preso cinque giocatori per rinforzare la rosa. Quindi ho lasciato una squadra molto forte. Sapevo che quando ero all'Atalanta se passavamo davanti alla Roma avremmo avuto chances di andare in Champions e ora è lo stesso".
La mia domanda però era un'altra. "Deve accettare la mia risposta, spero di averla accontentata, non so cos'altro si aspettava".
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