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Roma, sale il debito: a gennaio cessioni in Cina saltate per il Coronavirus

LaPresse

Gli indiziati principali erano Pastore e Juan Jesus: i loro addii avrebbero facilitato anche il passaggio di consegne a Friedkin

Redazione

Il mercato di gennaio della Roma è stato messo in difficoltà dal Coronavirus. La conferma arriva direttamente dalla relazione economico-finanziaria pubblicata dal club nella tarda serata di ieri, che ha chiarito i numeri della società giallorossa. Ecco il passaggio sulle mancate cessioni: "Il deficit economico ed il conseguente deterioramento patrimoniale sono dovuti, in particolare, alla partecipazione nella stagione 2019/20 alla UEFA Europa League, che ha generato proventi significativamente inferiori rispetto ai proventi della UEFA Champions League conseguiti nel precedente esercizio, nonché alla diffusione del virus COVID 19 nel mondo che ha avuto un impatto negativo sin dal mese di Gennaio 2020, avendo impedito operazioni di trasferimento dei diritti sportivi dei tesserati durante la finestra invernale verso i Paesi già in quel momento colpiti dal virus".

Un ulteriore retroscena che riguarda l'ultima sessione di mercato invernale, nel quale la Roma contava di cedere alcuni degli esuberi in particolar modo in Cina. L'indiziato principale era Javier Pastore, il cui ingaggio pesa tanto sulle casse del club e che è stato davvero a un passo dal lasciare Trigoria. Il suo addio a gennaio avrebbe dato un po' di respiro ai conti giallorossi e avrebbe facilitato anche la trattativa tra Pallotta e Friedkin: a fine 2019 la società era stata valutata circa 700 milioni. Poi dopo aver visto i conti la prima offerta era stata di 660 milioni - con plusvalenza di Pallotta e soci di circa 30 milioni - ma era condizionata dall'esito del mercato di gennaio, che doveva prevedere le cessioni almeno di Pastore e di Juan Jesus. Essendo fallite entrambe, il texano a febbraio ha poi abbassato l'offerta a 610 milioni.