Sul podio d’Italia, e su quello d’Europa insieme al Bayern Monaco. Niente male per Di Francesco alla sua prima stagione da big. Nel bel film 2017-2018 l’oscar come migliore attore va a Alisson Becker per la serie Il Miracolo. Subito dietro c’è Dzeko in versione V per Vendetta. Bronzo dei migliori va all’inesauribile Kolarov che supera di un pelo la premiata coppia Manolas-Fazio mentre dietro la lavagna finiscono Gonalons, Schick e Defrel.

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Riprendete le scuse per Dzeko, e formulatele senza troppi giri di parole pure per Eusebio. Il tecnico dei miracoli del Sassuolo era tornato nella capitale in punta di piedi, ma senza mai cambiare una virgola del suo atteggiamento: schietto, umile (per qualcuno troppo), concentrato. All’inizio le difficoltà non sono mancate, soprattutto perché a Roma in molti rimpiangevano gli show circensi di Spalletti. E pure da un punto di vista tattico Nainggolan e compagni ci hanno messo un po’ a comprendere il verbo di DiFra. Poi, però, come in tante storie d’amore è venuto tutto da sé. Compreso quell’incredibile percorso in Champions che lo ha portato nell’Olimpo della storia della Roma al fianco di Liedholm. Con una rosa che deve essere allargata nelle seconde linee, Eusebio è riuscito a portare a casa obiettivi e milioni. Ma soprattutto è riuscito a entrare nella testa dei giocatori. Questo era il suo traguardo, e da questo si deve ripartire. Sbagli? Ce ne sono stati. Su tutti la gestione del turn over in coppa Italia e una preparazione che ha lasciato la Roma col fiato corto in inverno. Ma come primo anno, chi se lo aspettava?

Lazio-Roma Di Francesco 02

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