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Roma, Cristante e Mancini senza mercato. La rivoluzione è davvero possibile?

Roma, Cristante e Mancini senza mercato. La rivoluzione è davvero possibile? - immagine 1
Cristante e Mancini non hanno mercato. Chi rischia davvero sono Svilar e Ndicka
Francesco Balzani
Francesco Balzani Collaboratore 

Rivoluzione annunciata, come più di un anno fa. Quando dovevano partire Pellegrini, Dybala, Cristante e compagnia cantante. Il risultato? Sono rimasti tutti, e sono ancora tutti titolari di una squadra che ha rivoluzionato solo le panchine. Ora i Friedkin ci riprovano tuonando di voler rimuovere il Senato. Magari la volontà ci sarebbe pure, ma è possibile? Per Dybala, Celik, El Shaarawy e Pellegrini sì. Nel senso che basterebbe non rinnovare i contratti in scadenza tra due mesi. Ma questo porta a due effetti negativi. Uno, sono perdite a parametro zero e quindi con zero introiti da plusvalenze. Due, Gasperini ne vorrebbe tenere almeno due visto che gli danno più garanzie tecniche di nuovi arrivati come Zaragoza o Tsimikas. Il punto è proprio questo. Il problema non è chi parte, ma chi arriva.

Oggi anche Spinazzola sembra un rimpianto considerato chi gioca sulla fascia e c'è chi avrebbe tenuto volentieri Shomurodov al posto di Ferguson. Ma torniamo alla rivoluzione. Le due facce più bersagliate sono quelle di Mancini e Cristante, contratto in scadenza 2027 e rinnovo congelato. Quindi, in teoria, andrebbero venduti in estate. Ma quale squadra decide di investire sul cartellino di due giocatori 30 enni considerati gli stipendi? Entrambi prendono 3 milioni più bonus, oggi per avere due giocatori poco più che affidabili basta spendere la metà. E infatti di offerte in questi anni non ne sono arrivate, soprattutto per Cristante già messo sul mercato in due sessioni senza attirare interessi particolari se non timidi sondaggi. E poi per sostituirli devi aumentare ancora di più la lista d'acquisto che oggi già prevede circa 8-9 calciatori. Così ne diventerebbero 11, una squadra intera. E il Fair Play finanziario? Per questo l'ennesima rivoluzione rischia di rimanere solo annunciata. Piuttosto a rischiare sono quelli che un valore di mercato ce l'hanno. E parliamo soprattutto di Svilar, Ndicka, Koné e Pisilli. Ecco uno di loro, o forse due, probabilmente partirà. L'importante poi è sostituirli degnamente.