Lo stesso gesto di quello rivolto per protesta all'arbitro Tagliavento durante un Inter-Sampdoria del 20 febbraio del 2010

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VIDEO - Mourinho arrivato in Procura Federale: sarà ascoltato sullo scontro con Serra

José Mourinho torna al passato e fa il gesto delle manette dopo che il ricorso contro la sua squalifica di due giornate è stato respinto. Ufficialmente si tratta di una pubblicità a Hublot un'azienda produttrice di orologi di lusso di cui è testimonial, ma il gesto con i polsi incrociati  simboleggia il suo stato d’animo. José Mourinho non potrà sedere in panchina nelle gare contro Sassuolo e Lazio perché il ricorso contro la squalifica di due giornate inflitta in seguito alla lite con l’arbitro Marco Serra in Cremonese-Roma non è stato accolto. La società ha comunicato di voler restare in silenzio stampa, nessun tesserato o dirigente parleranno prima, durante e dopo le partite in questione. Ma José, a suo modo, qualcosa ha voluto dirla. Ha richiamato un gesto ormai diventato iconico per tifosi interisti e che risale al 20 febbraio 2010 quando a San Siro si giocava Inter-Sampdoria e l’arbitro Tagliavento aveva espulso Samuel e Cordoba. Lo Special One, dopo un accenno di panolada di tutto lo stadio, si gira verso la tribuna stampa e mima il gesto delle manette: "Per farmi perdere devono arrestarmi" era il significato di un gesto che entrato nella storia. 

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La storia del gesto delle manette

José Mourinho racconta l’episodio nella sua autobiografia: "Quando ero all’Inter ho avuto sempre la sensazione che gli arbitri facessero contro di noi errori a catena. Ad un certo punto ho iniziato ad allenare la squadra a giocare in 10 contro 11, per essere pronti nel caso in cui avessimo perso un uomo per espulsione. Ma mi sono dimenticato di fare gli allenamenti in 9 contro 11, come contro la Sampdoria quando furono espulsi due dei nostri". Da qui il gesto delle manette, come a dire "giochiamo con le mani legate, tu arbitro sei da rinchiudere".

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