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SASSUOLO, ITALY - JANUARY 03: Nemanja Matic of US Sassuolo during the Serie A match between US Sassuolo Calcio and Parma Calcio 1913 at Mapei Stadium Citta del Tricolore on January 03, 2026 in Sassuolo, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
Nemanja Matic nella Roma è rimasto una sola stagione, ma il suo rendimento non ha lasciato indifferente nessuno soprattutto per la prestazioni che hanno portato alla finale di Europa League. Di conseguenza il suo addio improvviso a fine agosto nel 2023 ha alimentato rimpianti e tanti veleni. Il serbo, voluto fortemente da Mourinho, domani tornerà per la prima volta all'Olimpico da avversario. Lo farà con la maglia del Sassuolo dove è diventato il pilastro del centrocampo di Fabio Grosso. L'accoglienza sarà fredda, anche se difficilmente Matic riceverà il trattamento avuto da altri ex come Zaniolo o Florenzi. Il serbo in una recente intervista ha spiegato i motivi di una scelta che in quella calda estate di due anni fa gettò in tanti nello sconforto e obbligò la Roma a prendere in fretta e furia Paredes per sostituirlo a pochi giorni dall'inizio del campionato. “Quando ho scelto la Roma e sono andato via dal Manchester United ho accettato un contratto di un anno anche se avevo altre squadre - ammette - quando è arrivata la proposta, non ero intenzionato ad accettare perché mi avevano proposto solo un anno di contratto. Poi ho parlato con Mourinho, e alla fine ho scelto la Roma per lui e per i tifosi. Mi hanno detto che a gennaio avremmo firmato il prolungamento, ma a quel punto non si è visto nessuno”.
"Secondo il mio punto di vista, alla Roma ho giocato bene - sottolinea ancora Matic - mi era stato detto che avrei avuto un rinnovo automatico se avessi giocato almeno il 50% delle partite, ma non erano quelli gli accordi presi l’estate precedente. Mi sentivo continuamente in prova, sotto esame. Meritavo rispetto. A quel punto, ho parlato con la società dicendo che avrei dato il massimo fino alla fine della stagione, ma che a fine campionato le strade si sarebbero separate. Non ero io il problema, ma le persone che mi avevano promesso delle cose che non hanno mantenuto. Mi è mancata la stabilità, anche se non mi è mancato l’amore dei tifosi che mi hanno rispettato più della società. Prima di oggi non ne avevo mai voluto parlare, ma a tre anni di distanza posso dirlo anche perché i dirigenti che c’erano allora non ci sono più. Non voglio dire che sono stati scorretti, ma ritengo che avrei meritato maggior rispetto”. Il riferimento è a Tiago Pinto che oggi alla Roma non c'è più. Così come Matic che in giallorosso ha giocato 50 partite condite da due gol e una personalità innegabile. Che Gasperini spera possa essere meno forte domani all'Olimpico.
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