Lega, C’è Posta per Te: Dan Friedkin risveglia l’orgoglio romanista

Dopo i fatti, dallo stadio ai rinnovi, mancava un acuto d’orgoglio e il rispetto non si ottiene quasi mai con il silenzio

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Si dice che spesso il tono della voce racconti quello che sta al di là delle parole. Forse per questo in molti anelano ascoltare quella di Dan Friedkin, il presidente della Roma che fin qui non si è mai concesso a interviste, commenti o conferenze stampa. Il suo diktat è stato chiaro: si parla con i fatti. Ecco in fila i suoi: ha acquistato la Roma in piena pandemia globale e iniziato a ripianare un debito mai visto nella storia giallorossa, si è stabilito a Trigoria a settembre e dopo 5 mesi è ancora qui senza perdersi un minuto all’Olimpico o fuori, ha mantenuto i gioielli sul mercato andando a rinnovare pure qualche contratto con clausole importanti, ha dato l’eutanasia a un progetto stadio che non meritava di continuare a soffrire e mandato via da Trigoria chi pensava non fosse più utile alla causa.

Mancava un acuto d’orgoglio romanista, una picconata ai poteri forti che di certo non hanno mai avuto un occhio dolce e seducente verso il club giallorosso. E’ arrivato poco prima del consueto e maledetto coprifuoco di un sabato di metà marzo. Lo spostamento di Juventus-Napoli prevista il 17 marzo (due giorni prima di Shakhtar-Roma) senza giustificazione alcuna e senza preavviso poteva anche passare inosservato tra quelle polemiche di popolo che a volte fanno sorridere la Lega e le grandi del Nord. Anche in passato alcune scelte di calendario erano quantomeno curiose e i tifosi lo avevano fatto “notare” su radio e social. Ma ufficialmente nessuno della Roma aveva alzato la voce per chiedere spiegazioni e reazioni. E il rispetto non si ottiene quasi mai con il silenzio.

Lo ha fatto Friedkin insieme all’amministratore delegato Guido Fienga scrivendo una lettera pubblica indirizzata proprio alla Lega Calcio. Un atto marchiato, un ululato forte che ha risvegliato l’orgoglio romanista come ai tempi di Viola e Sensi quando le battaglie erano decisamente più feroci. Il Presidente della Roma c’è, è qui con noi e si fa sentire. Non con tweet da 90 caratteri che passa inosservato appena refreshi la pagina, ma con un atto scritto con educazione ma forza e firmato dal massimo dirigente del club. Roba seria, che magari non convincerà la Lega a spostare Roma-Napoli ma che potrebbe convincere i più scettici sulla serietà della nuova proprietà. “Sì ma quando vinciamo senza nuovi campioni?”, vi chiederete. Anzi ci chiediamo tutti i giorni. E quello deve restare un pungolo, uno stimolo da non perdere mai. Senza, però, staccare gli occhi da una realtà (economica e sociale) che meriterebbe non una lettera. Ma una collana intera di richiesta di spiegazioni.

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