La rivincita degli sfortunati: Schick, Karsdorp e Pellegrini, sono loro i colpi della Roma

Ieri Di Francesco li ha scelti come titolari. Dopo la stagione da dimenticare sono pronti a cambiare il proprio destino in giallorosso

di Valerio Salviani, @vale_salviani

“I guai sono come i fogli di carta igienica: ne prendi uno ne vengono dieci” diceva Woody Allen. Ripensando alle stagioni di Rick Karsdorp, Luca Pellegrini e Patrik Schick probabilmente non c’è frase che calzi meglio. Uniti da un destino infame, tutti e tre hanno passato un anno tra infermeria, dubbi e paure. Ieri sono tornati in campo con la Roma, chiudendo definitivamente la porta in faccia alla sfortuna, pronti a riprendersi quello che il fato ha provato a togliergli.

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10 + 3 – “Mi sento come un nuovo acquisto” ha detto Karsdorp pochi giorni fa. E lo pensano anche Di Francesco e Monchi, pronti a scommettere senza indugi sulla loro voglia di riscatto. La rivoluzione nel mercato del ds passa inevitabilmente anche da loro. Non 10 acquisti, ma 10 + 3. Nella passata stagione il loro apporto è stato vicino allo zero. Qualcosa ha fatto vedere Schick nel finale, ma nulla rispetto a quello che sperava lui e che, soprattutto, speravano i tifosi e la società. Si riparte da zero, con una concorrenza importante, ma che non spaventa. E come potrebbe dopo quello che hanno dovuto affrontare. La Roma li ha aspettati e adesso è pronta a puntare su di loro. Il primo segnale l’ha dato proprio Di Francesco, schierandoli titolari nella prima uscita stagionale. Un segnale soprattutto diretto a loro. Nessun alibi, è il momento di dimostrare che siete da Roma. Recepito alla grande da tutti, positivi e propositivi durante i 45 minuti passati in campo, al netto dell’avversario non irresistibile. Ci saranno altri test, ora la strada è in discesa.

SCHICK – Il più atteso è sempre il ceco. La responsabilità di essere l’acquisto più costoso della storia della Roma adesso non è più un macigno sulle sue spalle. Libero da oneri che non dovrebbero pesare su un ragazzo di appena 22 anni, ha ricominciato a danzare sul pallone con l’eleganza e lo stile che avevano fatto innamorare nel suo anno alla Sampdoria. Nel ritiro a Trigoria è quello che sta convincendo di più. Ad un anno di distanza la sua vita è totalmente cambiata. Dai problemi al cuore che hanno addirittura messo in dubbio la sua carriera, adesso Schick può pensare solo alla cosa che sa fare meglio, giocare a calcio e “segnare tanti gol”. Al termine della partita con il Latina nella quale ha realizzato una tripletta il suo pensiero è andato dritto al suo obiettivo. Un obiettivo preciso, per il quale si è tagliato le vacanze cominciando a lavorare prima per arrivare pronto al raduno. Partirà dietro Dzeko ma questo può essere un vantaggio. Il bosniaco non è eterno e avrà bisogno di rifiatare dopo la stagione da stakanovista da poco conclusa. E se non dovesse essere in forma, Schick dovrà farsi trovare pronto. Il sogno Barcellona o Real Madrid adesso è nel cassetto, prima c’è da conquistare la Roma.

KARSDORP – L’olandese è quello che è saltato meno all’occhio. Lui è quello di cui la Roma ha più bisogno nell’immediato e probabilmente quello che tra i tre dovrà lavorare di più. Serve un padrone della fascia destra, un terzino di ruolo a cui dare sempre la maglia da titolare senza paura. Florenzi, oltre alle difficoltà di rinnovo, non ha mai convinto fino in fondo, ma ad oggi continua ad essere il titolare nella testa di Di Francesco. Fino a prova contraria. Prova che spetterà al biondo di Schoonhoven. Prima di tutto imparando la lingua. Per il tecnico tutti devono capire e potersi esprimere in italiano con i compagni. Lui si sta impegnando, forse con un po’ ritardo. Ieri ha mostrato una buona tenuta fisica, anche se le discese inarrestabili che l’hanno reso famoso al Feyenoord ancora sono lontane. In quell’unica occasione nella quale è andato sul fondo a crossare però, ai tifosi sono brillati gli occhi. Karsdorp ha tutto per diventare uno dei terzini migliori del campionato e lo sa bene Di Francesco, suo sponsor dall’arrivo a Roma. L’olandese incarna tutte le qualità che il tecnico romanista chiede ad un terzino nel suo 4-3-3. Il feeling è ancora tutto da costruire, ma la strada sembra quella giusta.

PELLEGRINI – Il prodotto della cantera giallorossa ieri è quello che ha impressionato di più. Sia per la personalità che ha mostrato e che non si addice a tutti i 19enni con zero presenze in Serie A all’attivo, sia per la prepotenza fisica con la quale ha fatto su e giù per la fascia sinistra. A tratti devastante, sembra non essersi mai fermato da quell’uscita a Pinzolo nella quale aveva lasciato lo stesso dolce sapore in bocca e che ha segnato l’inizio del calvario. Prima il crociato, poi la rottura della rotula. In mezzo una crisi contrattuale che lo ha portato vicinissimo all’addio (direzione PSG) e per la quale la Roma si è trovata costretta a fare uno sforzo concedendogli un accordo a cifre spaziali per un giovane della sua esperienza. Nessuno a Trigoria però, è pronto a versare una lacrima su un centesimo di quella cifra. Luca Pellegrini è il terzino del futuro della Roma e della Nazionale, e il destino che ieri gli ha voltato le spalle, oggi lo spinge lontano. Senza fretta, il ragazzo è ancora giovane e davanti c’è un mostro sacro come Kolarov. Ora però dietro Aleksandar non c’è una toppa, ma una piccola stella pronta a esplodere.

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